L’autunno che si fa metafora dolce di un grembo che custodisce i brividi della vita, smarrita tra un dedalo di contrapposizioni, nelle vie tortuose e insondabili di giorni mai uguali eppure puntuali. La profonda evocazione della figura materna rappresenta la forza rigogliosa che accompagna il poeta attraverso le sue peregrinazioni, simboleggiando il filo dell’umana vita, quando si rischia di perdersi in situazioni complicate senza via d’uscita, che scolorano la gioia di vivere, il coraggio di sperare in” uno sfolgorio di farfalle”. Una lirica intensa e ricca di allegorici rimandi che inducono ad un’analisi interiore di grande impatto emotivo. [Maria Rosaria Teni]
Nel grembo dell’autunno
rabbrividisce l’alba.
Solitudini gremite di colori
sorti d’arborea sete.
Ora che straniera
la terra è al cielo
il giorno si scalda al fuoco
del crepuscolo.
Nei bozzoli crisalidi,
pur di uomini,
sognano sfolgorio di farfalle.
Mia Madre,
chiara driade,
va per per il bosco
dei pensieri:
filo d’Arianna
della mia vita.
Antonio Teni

