
“Gli Autori di Vitulivaria”
MARCELLO SIGNORINI – Milano
con la silloge poetica “ELEGIE”
(Aletti editore, 2020)
Il PREMIO SPECIALE “VITULIVARIA” è assegnato all’autore che si è distinto per la capacità di cogliere e sviluppare valori e aspetti culturali che presentano una spiccata attinenza col tema proposto nell’edizione del Premio, ripercorrendo momenti significativi e di forte impatto emotivo. Riconoscimento che viene conferito in virtù di un alto punteggio ottenuto, in considerazione dei criteri esposti in precedenza, nonché per l’adozione di una “poetica del ricordo” che rifulge di un bagliore di umanità.
Inizia da qui la conoscenza di Marcello Signorini e della sua silloge poetica “Elegie”, con cui, tra l’altro, si è classificato al 3° posto nella sesta edizione del Premio letterario “Vitulivaria-memorial Gerardo Teni”
Dalla Prefazione di Alessandro Quasimodo:”…La silloge di Marcello Signorini si ricollega alle parole di Bocelli per l’importanza attribuita al ritmo e alla musicalità dei versi: “Musica, / Musica celeste / le notti che son triste / il freddo che m’investe / io non lo sento più…/ Musica, / Sei un dono delle stelle / le ore più belle / che inebriano la pelle / le passo io con te.”
La scelta di utilizzare, sovente, rime baciate non nasce solo dalla ricerca di effetti formali, ma è dettata dal desiderio di riscoprire le filastrocche dell’infanzia, di assaporare le gioie di umili passatempi: “Ridevo una volta di nulla: / di motti, di trilli, trastulli, / del canto dei grilli.”
Da bambini si provano, comunque, piccoli dispiaceri, sofferenze dovute, magari, a motivi banali. L’autore si riconnette alla poetica crepuscolare, in particolare, a Desolazione del povero poeta sentimentale in cui Sergio Corazzini si definisce “un piccolo fanciullo che piange”. Nonostante la nostalgia per “un passato di favola” ormai lontano, Marcello Signorini ribadisce l’amore per la vita e per i propri cari. È bello condividere esperienze e situazioni insieme al rammarico per chi abbiamo perduto. Gli anni, purtroppo scivolano via, veloci, in un attimo da giovani adolescenti ci ritroviamo anziani. Eppure resta in noi la speranza di continuare a costruire e progettare: “Sembra ieri, e ora ne ho già ottanta: / oh, ci credi? / Gli anni mi pesano sempre meno!“
Silenzi
Penso
A tutti quei silenzi
Che ci siam detti,
Mano nella mano,
Senza parlare.
Tu nei miei pensieri,
Io nella tua mente…
Ho colto un fiore
Sono una bimba come tante,
ma il mio destino volle
ch’io fossi nata Ebrea:
e qui ad Auschwitz mi hanno relegata.
Ho tredici anni e i miei genitori
non so dove li hanno deportati:
se sono vivi, se sono segregati
in qualche altro campo per gli Ebrei.
Ogni volta che ci son nuove persone
che sfilano dinanzi alle baracche,
le guardo in faccia, ad una ad una,
col cuore che mi batte dentro al petto:
spero di ritrovare almeno un volto amico
che mi sappia dire dove sono,
se son vivi i miei cari genitori,
s’io sono ancor nei loro cuori affranti.
Qui sono in preda a sordidi soldati:
uno ha tentato, ci ha provato,
con le lusinghe e le minacce,
di farmi sua, di intenerirmi il cuore.
PREMIO SPECIALE “VITULIVARIA” 2021
Nella silloge emerge la purezza dei sentimenti che sopravvivono all’inesorabile scorrere del tempo. La raccolta poetica rappresenta pienamente il linguaggio assoluto del ricordo in tutte le sue sfaccettature e, come tale, esprime perfettamente il tema della sesta edizione del Premio. L’autore ben conosce l’arte di filtrare le emozioni, lasciandole fluire con leggerezza dalla penna perché possano trasfondersi nel cuore dei lettori.
Marcello Signorini
Milano
“Elegie”
Terzo Premio ex aequo
Una lacrima sola,
una stilla di pianto,
che al lume sfavilla,
che scorre sul viso, scintilla,
ridona un istante di vita:
non scorre…
Vorrei sollevarmi da terra:
mi sento annientato dal nulla!
Ma ecco che oggi ho pianto di nuovo!
Sì, ho pianto!
Dall’occhio che stanco
dormiva il suo sogno di morte,
ormai inaridito
dal lungo e straziante aspettare,
è sorta una lacrima:
non una, ma tante, e poi tante,
e poi ancora tante!
Riprovo il calore di un tempo,
non sento più il fango!
Sì, mamma, ritorno fanciullo,
sì, babbo, io piango!
Commento critico: Poesia che universalizza il senso delle cose perdute, il ricordo del nostro passato, assecondando il ritmo del cuore, il respiro dell’anima.Notevole il senso di compartecipazione e di empatia verso le vicende e le tragedie che sconvolgono l’umanità.
Marcello Signorini
è nato a Milano il 26 luglio 1939 da genitori toscani. Nonostante la Guerra Mondiale incombente, scoppiata subito dopo, ha vissuto un’infanzia serena, sfollato con la famiglia a Comerio in provincia di Varese. È cresciuto poi a Milano con la mamma Rina, casalinga, e il padre Duilio, ingegnere alla Pirelli. Ha conseguito la Laurea in Economia alla Università Bocconi di Milano. È stato Alpino della Tridentina durante il servizio militare, che ha svolto in Alto Adige, a Brunico e a San Candido. Ha inizialmente svolto le funzioni di Responsabile Amministrativo presso alcune Aziende di Milano e provincia. Nel 1972 si è trasferito all’Estero, nel Principato di Monaco, come Dirigente Industriale presso una importante Multinazionale Americana. Rientrato in Italia, ha continuato a lavorare per alcuni anni per la stessa Azienda Americana, a Belluno e nel Canavese vicino ad Ivrea. Lasciata la Ditta Americana, si è trasferito in provincia di Ancona, a Senigallia dove attualmente vive e dove inizialmente ha aperto uno Studio di Consulenza Aziendale. Attualmente in pensione e si dedica a diverse attività culturali e ricreative. Da 15 anni recita infatti a teatro con Compagnie teatrali dilettantistiche marchigiane, interpretando indifferentemente ruoli comici e ruoli drammatici. Tiene Corsi di Dizione e di Lettura della lingua italiana presso Associazioni di Volontariato della zona. Ha pubblicato “Il sogno incantato”, Booksprint ed.,2015 e la silloge “Elegie”, Aletti, 2020.
