“I LIBRI DI CULTURA OLTRE”: Incontro con Lucio Zaniboni – a cura di Maria Rosaria Teni

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“Lombra del vero” – Jean Ph. Morenò olio su tela

Per la Collana letteraria “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”, ospitiamo oggi Lucio Zaniboni, con un’intervista che è occasione di incontro con  un autore colto e raffinato, amante della lirica e delle arti figurative, che vanta un patrimonio culturale ampio e articolato, presente nella Collana con l’ultima opera poetica  “L’ombra del vero”, Prefazione Carmelo Aliberti, edita a ottobre, 2023.
Le sue numerose raccolte di poesia hanno avuto le prefazioni di: Aliberti, Bellezza, Cappi, De Giovanni, Esposito, Ghidini, Lanza, Manacorda , Martelli, Martellini, Moretti, Pazzi, Piromalli, Rea, Ruffilli, Sanesi, Sozzi, Spagnuolo, Squarotti, Ulivi e Valli. È stato segnalato al Premio Internazionale Montale. Ha vinto premi importanti e due volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Collabora a giornali e riviste. Ha curato dieci Antologie dei migliori poeti contemporanei e sulla sua opera sono state svolte due Tesi di Laurea. È stato tradotto in francese, inglese, greco, spagnolo, portoghese, cinese e albanese. È stato inserito in Storia della letteratura ItalianaIl Secondo Novecento 1993, nella Letteratura e Società italiana dal II Ottocento ai nostri giorni. È tra gli autori di Poeti latini tradotti da Scrittori Italiani contemporanei (Bompiani, 1993). È presente nella Antologia Mundial di Fernando Sabido Sanchez. A 17 anni iniziava la collaborazioni con il giornale letterario (Gastaldi) Milano. A 24 era tra i giovanissimi nella: Antologia “Poeti del nostro Tempo” (Primo poeta inserito Giovanni Papini) Edizioni Cinzia Firenze. Autore poliedrico, spazia in diversi ambiti culturali che vanno dalla poesia alla critica letteraria e anche alla critica d’arte. Note sono le le recensioni che su di lui hanno compiuto diversi autori, come Giorgio Bàrberi Squarotti che così scrive: ““Atto primo” è poeticamente molto bello. L’ho letto con la gioia dell’incontro con un discorso nuovo e vivo, il più alto di tutto il suo validissimo itinerario. Ne parlerò nella mia storia della letteratura che uscirà per l’Utet.“,  continuando con Giorgio Baroni “ Le sue composizioni non sono da leggere tutte d’un fiato; vanno centellinate, rilette, meditate, a volte sofferte, si sente nei suoi versi l’aspirazione a mutare qualcosa, sé o il mondo (e forse è la stessa cosa); intanto che cambia nulla (o tutto in modo diverso). Il canto è consolazione, tristezza, aggressione fredda…” e Ferruccio Ulivi “Trascrive la leggenda della coscienza, la sua coscienza, con un’eleganza sulfurea, quasi furente. Mi piace la sua qualità di scrittore accanto a questo senso d’avventura…“, solo per citarne alcuni.
In questo incontro vorrei che i lettori potessero conoscere meglio il nostro autore e, nel caso volessero intervenire con commenti o approfondimenti, si invitano a scrivere al seguente indirizzo: cultura.oltre@libero.it

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Ritratto dell’autore – opera di Vittorio Martinelli

 Quando è nata la sua passione per la poesia e cosa rappresenta per lei?
Potrà sembrare eccessivo, ma penso che la poesia abbia fatto parte del mio DNA. Me la sono ritrovata in giovane età, certamente alimentata dalla fantasia e dai racconti della nonna paterna. Già alle scuole medie mi era capitato di dedicare versi (naturalmente più facile chiamarli parole), alle ragazzine con cui più facile era l’accostamento, l’amicizia, lo scambio di impressioni, a volte anche i compiti in una complicità al riparo dagli insegnanti. La poesia per me, e non esagero, è la linfa che alimenta vita, pensiero e sentimenti; la provo come dono e contemporaneamente come forma quasi dolorosa, nelle circostanze amare della vita.


In quale occasione e in quale età ha scritto la sua prima poesia?
Già nella risposta alla prima domanda, c’erano i semi che avrebbero portato i primi acerbi frutti. C’era fra le compagne di scuola, una ragazzina con cui più facilmente avveniva il dialogo e i suoi occhi azzurri avevano fatto nascere versi in cui cielo, mare e stelle richiamavano in me la luce dei suoi occhi. L’amore non ha età e confini e il sentimento amoroso, fa nascere pensiero e vibrazioni. Chiaramente non ho avuto il coraggio di presentare quegli scritti ma ciò che provavo mi ha ugualmente fatto compagnia nei giorni di quella scuola. A 17 anni però iniziai a collaborare con il Giornale Letterario di Gastaldi (Milano) ed era una gioia, ogni volta ricevere un plico, legato con cordicella, che mi recava tre copie dell’edizioni contenenti mie poesie.

Ci sono modelli culturali a cui fa riferimento nella sua scrittura? Ha in mente un poeta che le piace in particolar modo e l’ha influenzata nello scrivere e nella ricerca stilistica?
Diversi sono i poeti che ho amato e mi hanno particolarmente attratto, fra questi il Pascoli e Leopardi, entrambi con una vita segnata dal dolore. Li ho letti appassionatamente, sempre però affiancando alla loro lettura, quella di altri poeti con animo contrapposto e questo, a giudizio posteriore, mi ha evitato di divenire carta copiativa, anche di altri poeti. Grazie a Dario Bellezza che ha scritto:…ed è questa la sua novità, di non aver referenti precisi, maestri da ricopiare. Sembra che prima di Zaniboni ci sia stato il deserto e che tutta la tradizione letteraria italiana sia stata spazzata via. Resterà tra le voci più nuove dell’ultimo decennio, sospeso fra un esistenzialismo lirico e un moralismo affranto.

Secondo la sua esperienza quale elemento distingue la poesia dalle altre forme di comunicazione mass-mediatiche e quali le caratteristiche che sono proprie della poesia e non si ritrovano in nessun altro tipo di linguaggio?
La poesia, quando è veramente tale, non assomma in sé tutte le forme d’arte. Nella comunicazione: è canto, voce lirica, strumento che assume tutte le caratteristiche strumentali di voce, è grido, passione, invettiva, ironia, sarcasmo. E’ materia e spirito, e sa toccare tutte le corde dell’animo. La comunicazione arriva a mente e cuore sulla via spirituale e incide o lenisce, già al primo verso. E’ contemporaneamente architettura delle parole, analisi, sintesi, gioco verbale, voce interiore, anima che parla all’anima.

Che vuol dire, a parer suo, essere un poeta oggi?
A prima battuta si potrebbe dire persona d’altri tempi, ma così non è, perché la storia dell’uomo è fatta di corsi e ricorsi.  La nostra è un’epoca di immagini, di tecnica, che porta all’uso e getta, alla superficialità dell’apparire, alla facile dimenticanza dell’importanza dell’essere. Il poeta è sempre stato voce a dare stimolo al rinnovamento, alla rinascita, alla libertà e uguaglianza. Anche oggi il poeta ha una sua funzione di ammonimento, di guida, di invito alla pace, alla fratellanza, a una pacifica convivenza fra popoli spesso travagliati da guerre, divisioni ideologiche, religiose, sociali…

Generalmente quando si scrive è anche per il bisogno di comunicare con gli altri, quasi si senta la necessità di inviare un messaggio. Qual è il messaggio che vuole comunicare attraverso i suoi scritti? Penso, nel mio percorso, a volte inconsciamente, a volte come piano progettuale, di aver cercato e di cercare di indicare, suggerire direi meglio, come nella nostra breve vita, non siano tanto importanti i successi, che pure con sincerità riconosco diano piacere, ma un’impronta che in qualche modo non sia un vuoto a perdere. In ogni uomo, dal più dotato per nascita, al più sfortunato, c’è una moneta che può dare i suoi frutti. Ecco, questo è secondo me, quanto ho cercato, non so se con maggiore o minore evidenza e risultati, di metter in luce. Ognuno percorre una sua strada, con libero arbitrio e libero cuore, ma il destino umano è comune per tutti gli uomini e la meta è la stessa per ognuno di noi. Da qui la necessità di una forma di vita rispettosa dell’altro tesa alla comprensione e all’aiuto.

Oggigiorno la poesia si legge poco. Perché secondo Lei?
A mio parere la situazione attuale è tale per cui, attraverso la tecnologia, tutto è immediato, visibile e le immagini si susseguono come i secondi di un orologio, per cui è quasi sepolta la fantasia. La lettura richiede raccoglimento, parentesi riflessiva, attenzione, partecipazione viva, tutte cose che il dinamismo di oggi, la fretta consumistica e il virtuale, appiattiscono in parte la curiosità e la fantasia. Il tempo sembra sempre troppo poco, la vita assume caratteri febbrili e ci si dimentica facilmente che leggere arricchisce mente e cuore.

Concludiamo questa bellissima conversazione con una domanda un po’ “sui generis”: qual è la domanda che vorrebbe le fosse posta in una intervista?
Sono tante le domande che potrebbero farmi piacere. Una in particolare. Pensa nella vita di avere ottenuto quanto si era proposto di raggiungere alla partenza? A questa mia domanda rispondo volontariamente. Nella mia vita, un percorso quasi centenario, ho fatto serie infinite di errori, ma anche se il traguardo che mi ero prefissato non è stato raggiunto o raggiunto in parte, posso dire che la poesia è stata per me gioia e dolore, ma non ho mai desiderato gettarla come si butta qualcosa di inutile o fastidioso. E’ ricordo, voce interiore ed è la mia seconda anima.

Intervista a cura di Maria Rosaria Teni

Nel ringraziare Lucio Zaniboni per il tempo dedicatomi, ricordo il link per contattare  l’ AUTORE:Lucio Zaniboni

Per richiedere le copie del volume:
All print snc
Via Como, 8 a/b
23900 Lecco
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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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