Un affresco accorato e nostalgico che la poetessa dipinge in strofe incisive e straordinarie di forte impatto emotivo. Suggestiva, la città eterna si ammanta di rimpianti nel riecheggiare di antichi fasti ora avviluppati in una crosta di stanca malinconia. La luna onnipresente accarezza le strade secolari con la sua confortante presenza mentre i ricordi giocano a rimpiattino sui sampietrini sconnessi. Un affetto profondo mi lega a Roma, per motivi personali e culturali, e sono grata a Myriam per aver dato vita a dei versi sublimi che mi hanno trasportato tra i vicoli dove pare ancora di udire i passi della storia.[Maria Rosaria Teni]
Le liriche sono state insignite del diploma di benemerenza e della medaglia al Premio “Roma aeterna” durante la premiazione che si è svolta a Castel Sant’Angelo il 10 ottobre scorso.
I sette colli
ora
come spine
amare
a cingerti
la fronte.
A cantare
rimpianti
fontane
ammalate
di nostalgia.
Passi stanchi
di Cesari
imbronciati
a calpestare
un suolo
degradato.
Miagolano
i gatti
ad una luna
diversa,
dimentica
di una grande
bellezza
ormai
svanita.
Silenzi
di cuori
offesi
da tanta
indifferenza.

Nei vicoli
ritrovo
il tuo passato
sommerso
ed il tuo presente
urlante.
E procede
il mio cuore
ugualmente
sussultante
e sconnesso,
come
un sampietrino.
Scorci
di grigi palazzi
in attesa
di sole,
ed un odore
che sa
di sporcizia,
di risse
e di urina,
ma anche
di straniante
follia.
Ogni pietra
un ricordo,
ogni angolo
un incontro.
Lontano
un vecchio
“nasone”
sussurra
alla luna
di perduti
giochi
di bimbi
ed amori
finiti.
Un gatto
passeggia
indifferente,
ignaro
di tutto.
Myriam Ambrosini

