“I LIBRI DI CULTURA OLTRE”: “Scacco matto alla luna” di Lucio Zaniboni

È un piacere presentare oggi, all’interno della collana letteraria “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”, la nuova silloge poetica “Scacco matto alla luna”  di Lucio Zaniboni, edita a maggio 2026,  che costruisce un testo che vive di rimandi letterari e di dialoghi ideali. Ne nasce un testo colto, intenso e profondamente evocativo, dove letteratura, amore e realtà scientifica si intrecciano in modo originale, come scrive Pier Carlo Lava in una delle presentazioni presenti nella silloge.

Continua Lava nella sua prefazione:«Il riferimento iniziale a Giacomo Leopardi non è semplice omaggio, ma vero confronto poetico. Se Leopardi guardava alla luna come interlocutrice silenziosa dell’inquietudine umana, Zaniboni le attribuisce invece una natura quasi beffarda, seduttrice e instabile. La luna diventa simbolo dell’illusione amorosa, di tutto ciò che appare eterno ma cambia continuamente volto. Molto interessante è il contrasto tra lirismo romantico e disincanto moderno. L’allunaggio rappresenta lo “scacco matto” al mito poetico della luna: ciò che per secoli era stato mistero e magia si rivela improvvisamente materia, roccia, semplice riflesso di luce. In questi versi si percepisce una riflessione più ampia sulla fine delle illusioni contemporanee. La scienza non distrugge soltanto il mito astronomico, ma anche una parte della nostra capacità di credere poeticamente al mondo.»

“Che fai tu, luna, in ciel?
Dimmi, che fai, silenziosa luna?”
Giacomo, amico mio,
io, delle tue poesie
appassionato ammiratore,
voglio dire quel che ha fatto
e quello che fa in cielo,
con il sorriso giallo
che si sbianca all’alba,
su un diverso volto,
al passare dei giorni…
Attrae il mare come attrae i cuori,
poi abbandona e li lascia soli.
A ciel sereno o tra le nubi,
giocando a nascondino
spinge a confessioni,
e a lunghe frasi d’amore,
che quando spunta il giorno
dileguan come neve al sole.
Giacomo, la luna ci ha ingannati,
con il suo etereo lume,
lo scacco matto dell’allunaggio,
ha rivelato quanto sia falso
credere al suo etereo lume,
tutto lassù è pietra
e quella luce tenua
è solo riflessione.

Scrive Dario Bellezza nell’introduzione:«La poesia spesso cerca quello che non c’è, e il poeta si inganna nel cercare di circuirla. Zaniboni credo cada in quella tensione, – cercando però di ideologizzare il tutto per non agitarsi nel vuoto. E così l’esistenza fa la sua apparizione dietro il simulacro della poesia. Solo un aroma di caffè ci consola, dice il poeta, ed è questa la sua novità e il suo privilegio, di non avere referenti precisi, maestri da ricopiare. Sembra che prima di Zaniboni ci sia stato il deserto e la tradizione italiana sia stata tutta spazzata via.»
«Il suo discorso è davvero esemplare per varietà e ricchezza di occasioni, di esperienze, di giudizi, di visione, fra ironia, amore, gioco, invenzioni. Il rigore del ritmo è perfetto.»
[Giorgio Barberi Squarotti]

Dallo scrigno del cuore
il tuo ritorno, speranza
risorta sul calice del fiore
che sugge rugiada dal labbro
del mattino. Di nuovo
affluiscon le parole sul bianco
foglio di carta esile barca
nella burrasca della vita.
Lontano il porto da cui staccasti
la cima, dicendo agli amici: mi imbarco
verso un nuovo mondo…
Lontana la casa ai margini del bosco
col canto della cincia e del fringuello
a richiamare il giorno.
Lontana la speranza d’approdo,
forse del tutto vana quella del ritorno.
Intanto tuttavia affluiscono
parole sul foglio di carta
e come il vento a poco a poco
l’anima si placa.

«Sono anni – troppi – che debbo ringraziarla per la tanta poesia di cui lei mi ha arricchito ma – finalmente – pago, almeno in parte, il mio debito per l’invio delle sue raccolte in cui ho trovato dell’indefettibile amore per la poesia che ha accompagnato sempre la sua vita arricchita da tanta passione e verità. E la ricchissima appendice critica di esse conferma l’alta impressione che i suoi versi hanno sempre suscitato. Vivo anch’io, ormai, “con frammenti di tante piccole storie”, giunto ormai sul passo estremo. La ringrazio molto della fedeltà alla poesia e del costante pensiero di farmela leggere.
[Giuliano Manacorda]

Per info sull’autore si può scrivere a: cultura.oltre@libero.it

 

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Informazioni su Maria Rosaria Teni

Con la mia terza pubblicazione, "Nella casa del vento", nasce anche questo nuovo sito che, oltre a ospitare i miei libri, racconta un po' di me e dei miei interessi. “Ospite errante senza tempo nella casa del vento!” - recita l'incipit della silloge e vuole rappresentare la metafora della condizione dell’uomo, imprigionato in una secolare precarietà ed esposto ad ogni folata di vento che la vita sprigiona nelle sue incursioni improvvise. Nomadi in cerca di stabilità, gli esseri umani, in perenne dissidio tra la voglia di eternità e il desiderio di fuga da una realtà a volte soffocante. Nella continua ricerca della libertà di vivere senza strettoie e condizionamenti, con il presagio che incombe e che ci fa temere di rimanere intrappolati tra pareti di carta in una dimora apparentemente stabile, ma fragile e cadente.
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