È con rinnovato piacere che presentiamo oggi, all’interno della collana letteraria “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”, la nuova silloge poetica “Ritorno al cielo -dei, eroi, miti” di Lucio Zaniboni, edita a marzo 2026. È un onore promuovere e patrocinare un’opera poetica che si configura come un suggestivo ponte tra la sensibilità contemporanea e l’eternità del mito classico.
Scrive Maria Rosaria Teni nella prefazione:« Ritorno al cielo si configura, a mio avviso, come un’operazione di riscrittura lirica del patrimonio mitologico greco, collocandosi in uno spazio sospeso in cui il mito – dal greco antico μῦθος – si intreccia con la sensibilità contemporanea e si fa dispositivo interpretativo per interrogare il presente, dando vita a un dialogo ideale tra codice antico e sensibilità moderna. Se il mondo greco rappresenta la radice della nostra cultura e del nostro immaginario, allora il viaggio che le poesie di Zaniboni propongono è, prima di tutto, un ritorno: un movimento interiore verso ciò che, pur appartenendo al passato, continua a vivere in noi. “Il cielo, forse il cielo,/ pur se le nuvole l’offuscano,/ sperduto milioni di anni luce/ oltre l’azzurro, tra miriadi di bivacchi,/a sfamar le notti,/quel cielo che talvolta con la campana chiama/ e annuncia l’ora,/forse quel cielo può sentir la voce,/che dal cuore si alza, come prece.[…]”. I versi contenuti nella silloge si nutrono del fascino antico del mito, della voce degli eroi e della presenza degli dei, per restituirli in una nuova luce poetica. I miti, così reinterpretati, si trasformano in strumenti per leggere il presente, per dare forma a emozioni, conflitti e domande che restano universali. Prendono forma figure immortali: eroi coraggiosi segnati dal fato, dei potenti e capricciosi, creature sospese tra il divino e l’umano. Le loro storie parlano di guerra e amore, di hybris e giustizia, di sfide impossibili e inevitabili tragedie. Ogni mito custodisce una verità profonda, capace di attraversare il tempo e di interrogare il presente; ciò che lo caratterizza è la sua esemplarità, attraverso cui si trasmettono alle generazioni successive i comportamenti e i valori che una società intende tramandare e conservare come suo patrimonio fondamentale. Il mito è sempre collocato in un tempo antichissimo, un “tempo delle origini” in cui uomini e dei convivevano e aveva la funzione di tentare di spiegare eventi e sentimenti propri della vita umana: morte, amore, amicizia, fortuna, infelicità e il trascorrere dell’età.

Con la sua raccolta, l’autore propone un movimento a ritroso, verso le origini da cui tutto ha avuto inizio, non soltanto come un viaggio geografico verso la Grecia, ma come un’immersione interiore e simbolica, un ritorno all’archetipo, a quell’origine in cui l’uomo, per la prima volta, ha dato voce alle proprie emozioni e ai propri desideri. In questo intreccio di memoria e riscoperta, il passato torna a vivere nella parola poetica, invitando il lettore a riconoscere, attraverso gli dei e gli eroi, un riflesso della propria esperienza e della propria umanità, per ritrovare, tra le rovine dei templi e i mormorii dei sacri boschi, la radice del nostro essere, con la speranza che la poesia rappresenti il filo di Arianna capace di riportarci alla luce, più consapevoli e meno soli. In questa prospettiva, tornare al cielo non implica un ritorno indietro, ma consente di cogliere il senso e la direzione del nostro cammino umano, in una società sempre più complessa e contraddittoria».
Non è solo una raccolta di poesie, ma un vero e proprio pellegrinaggio spirituale e intellettuale verso le radici della nostra cultura. Ritorno al cielo è un invito a sollevare lo sguardo dalle “miserie terrene” per ritrovare quella scintilla divina che, secondo il mito, appartiene all’uomo sin dalle origini. È una lettura consigliata a chi cerca nella poesia una forma di sapienza antica applicata al caos del presente.
Per info sull’autore si può scrivere a cultura.oltre@libero.it
