“Curiosando tra le origini delle maschere di Carnevale: Gianduia” di Maria Rosaria Perrone

Con questo ultimo personaggio del Carnevale, si conclude la Rassegna sulle maschere curata da Maria Rosaria Perrone, che ringraziamo per il suo puntuale e originale contributo, sperando di aver dato vita, in parte, allo spirito carnevalesco  che vanta una lunga tradizione.

Gianduja è una maschera popolare della commedia dell’arte torinese, nata alla fine del 1700 dall’estro di due burattinai: Bellone di Oja e Sales Torino. Il suo nome deriva dall’espressione “Gioann dla doja”, ossia Giovanni del boccale, infatti, Gianduja è un intenditore di vino e amante delle osterie. Un’altra ipotesi  fa suppore che il nome Gianduja derivi da Gioanin d’Oja, “Oja” frazione di Racconigi città natale di Bellone e sia stato dato da Sales per omaggiare l’amico Bellone.

Dal nome Gianduja deriva quello della cioccolata del tipo gianduja e il relativo cioccolatino gianduiotto che veniva distribuito dalla maschera in occasione del carnevale .Gianduja ha un carattere allegro e godereccio, ama il buon vino e la buona tavola, dotato di buon senso, incarna il tipico galantuomo torinese. Ha il viso rubicondo e indossa un costume di panno color marrone, orlato di rosso, con un pancione giallo e le calze rosse.
©Maria Rosaria Perrone

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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