“Io, a volte, in queste mie montagne, ho momenti di estasi, guardo il tramonto seduto su un prato e vedo quella palla infiammata – il sole – che affonda dietro una sequela di montagne che si perdono nell’azzurro. Magari si alza un lieve vento e sento che la mia piccola, insignificante vita, è parte della vita di tutti: la vita del sole, del tramonto, delle valli, dell’albero […] E allora, se uno , a un tratto, sente che la sua vita è parte di tutto questo, e che la sua vita è la vita della formica, del filo d’erba, del vento, allora uno non ha più paura della morte […]”[1]
Parole ritrovate, parole vissute e forse pensate, parole scritte in un libro che è diventato compagno di vita: Le parole ritrovate di Tiziano Terzani, donatomi in un giorno speciale da una persona speciale. È possibile che un buon libro, giunto al momento giusto, possa aiutarci a capire meglio noi stessi e il senso della vita? Con questa domanda apro l’editoriale di questo mese; una domanda che vuole essere una riflessione sull’importanza imprescindibile che la lettura assume nella vita di una persona. Leggere migliora il nostro orizzonte non solo culturale, ma umano, psicologico, personale e ci dà la misura di quanto sia profondo il senso della nostra esistenza correlandolo con altre esistenze e traducendolo in esperienze. Un libro può cambiare la nostra visione delle cose, può aprire un mondo che a prima vista può sembrare lontano, ma si scopre poi tanto vicino, inducendo a rendere più ampio il nostro sapere e sondare la percezione dell’esistenza. Statistiche recenti hanno reso noti risultati che dimostrano che metà degli italiani, nel 2017, non ha letto neanche un libro e questo è tanto più deprimente se si considera invece quanti milioni di italiani (e tra questi, ahimè, tanti ragazzi) si “cibano” di surrogati mediatici e social o similari. Leggere un libro, tenerlo tra le mani, “annusare” il caratteristico profumo inciso nelle pagine, produce un’appropriazione di un universo che completa il proprio e che costituisce un incontro magico e assoluto che in sostanza infonde una nuova forma alla nostra vita, avendo trovato in quelle stesse pagine qualcosa di ognuno di noi. Incontrare un libro è come incontrare un amico, un amico vero, e rappresenta sostanzialmente l’occasione di operare anche una piccola trasformazione che si compie nella nostra interiorità. In sostanza è proprio in questo incontro il valore formativo e autentico della cultura, rappresentata non da sterili nozionismi e luoghi comuni, ma dall’insieme delle cognizioni intellettuali acquisite attraverso una lettura personale e profonda che consente di convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della propria personalità. Mi piace concludere, a questo punto, parafrasando il famoso detto che mi pare quanto mai appropriato in questa circostanza: “Chi trova un libro… trova un tesoro”!
[1] T. Terzani, Le parole ritrovate – testi inediti, a cura di M. Bertini, Ed. La Scuola, 2015, pag. 76
