C’è chi cantò vita
c’è chi amore
e chi col sudor la guerra
tra fiori e verdi viali
dipinse a parole
amori eterni
Versi di antico splendore che ci permettono un’immersione totale nel mondo puro della poesia, quella “alta”, quella dei grandi del passato che nell’arte poetica hanno espresso sentimenti altissimi e appassionati. La poesia di Mariateresa Protopapa, che i lettori di “Cultura Oltre” hanno già avuto l’occasione di apprezzare nelle interviste proposte nelle pagine della rivista, si sublima nella raccolta poetica appena pubblicata da Edit Santoro “Alessandra, il dono che salva”, tra l’altro finalista al Premio “Athos Lazzari”, un prestigioso riconoscimento in campo europeo, inserito nel Premio Internazionale “Città di Cattolica – Literary Awards 2018”, unica finalista italiana. Nell’articolazione della silloge, si coglie una scansione che asseconda un fluire di sentimenti e di narrazioni in divenire, attinenti a sfere diverse dell’esistenza. Il “cantor dell’anima” conosce i silenzi, ma sono silenzi che risuonano di vita, che si nutrono d’amore per ogni sfumatura colta, per ogni sogno vissuto o agognato, per ogni speranza ridata o illusione svelata, perché il cantor dell’anima riconosce il dono della vita. Conosce i silenzi il cantor dell’aria; leggiadro velo / fiorente sogno scivola sui ghiacciai… Siamo di fronte a una poesia dell’anima, come sapientemente indicato dal prefatore della silloge Rocco Aldo Corina, una poesia che diviene metafora di antichi sentimenti che tornano nei versi di profondo lirismo: Il cantor tutto deve, e senza sotterfugi nasconder non può. Non può nasconder amore/ né virtù, né peccato/ cantor dell’umana sorte… Atmosfere idilliache che riportano al primo Leopardi e riecheggiano di romantico ardore, seppur venato da riflessi di nostalgico rimembrare. Nella consapevolezza dei tempi in cui vive, martoriati da una perenne lotta per sopravvivere, Mariateresa riesce a carpire, nonostante tutto, il bello che si cela nell’animo di ogni uomo, in ogni manifestazione di vita.
Nell’isola dei versi che costruisce con la sua sensibile penna, Mariateresa trova un’ancora cui aggrapparsi e salvarsi così dal naufragio in cui si rischia di incorrere vivendo quotidianamente nella realtà contemporanea. Nel nobile intento di rinvenire il “divino” in ogni essere vivente, specchio di un’Essenza che sovrintende l’Ordine delle cose, Mariateresa esalta lo scrivere come mezzo per innalzarsi e continuare a credere nell’umana natura. In questa ricerca del “bello” sta tutto il tentativo di superare le incertezze e le insidie del mondo di oggi e cogliere l’ineffabile bellezza della vita. Ridando speranza alla notte/ schiarendo e filtrando con soffice velo di vere parole/ le albe color arancio e avorio/ le rose in petali/ sprazzi d’inverno di lama tagliente/ con gelido fare risponde al destino/ profumandolo di brezza marina… Versi liberi, in intrecci sinestetici, in cui il profumo del mare, che denota l’amore per la sua Gallipoli, si mescola al profumo delle rose; versi sciolti in un susseguirsi di figure retoriche eleganti e raffinante, dispiegate in armonico combaciare di elementi visivi ed emozioni intrinseche: questa è la poesia di Mariateresa Protopapa.
Tutta la struttura compositiva della silloge “Alessandra, il dono che salva” si avvale di una configurazione prevalentemente classica, soprattutto all’inizio della silloge per poi passare ad una scrittura più concisa e moderna nelle liriche che concludono il volume, in un’agevole percorso di svelamento e contemporaneamente comprensione amorevole. Un libro che è un dono per chi ha il privilegio di leggere e assaporare totalmente il mondo ricco, prezioso e spirituale di una poetessa di valore e di spessore sia umano che letterario. Non mi resta, pertanto, che augurare a Mariateresa Protopapa tutto il successo che merita e mi sembra opportuno congedarmi con questi versi di straordinaria bellezza:
Nel silenzio dell’Universo
son sempre qui
a cantare
la vita,
a osannare polvere e terra.
[a cura di Maria Rosaria Teni]
