“Ottobre” di Vincenzo Cardarelli

Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.

 

Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulla vigne saccheggiate.

 

Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.

 

Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.

 

E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.

Vincenzo Cardarelli

Poesie, Mondadori, 1962

385373962_1707385696395408_6700674285754230790_n

dal web

Nazareno Cardarelli alias Vincenzo Cardarelli nasce a Corneto Tarquinia (Viterbo), città etrusca e sito archeologico ancora oggi di notevole importanza, il 1° maggio del 1887 da Giovanna Cardarelli e Antonio Romagnoli. A pochi anni dalla sua nascita la madre viene cacciata da casa dal padre e questo avrà in seguito gravi conseguenze sul carattere del poeta. A diciassette anni a un anno dalla morte del padre Cardarelli si trasferisce a Roma dove intraprende i più svariati mestieri: l’addetto in un negozio di orologi, lo scrivano di un avvocato, l’impiegato, il contabile e infine dopo un periodo di fame, diventa articolista dell’ “Avanti”. Sono anni di duro lavoro, in cui Cardarelli arriva a scrivere due articoli al giorno, ma anche anni pieni d’iniziativa e spirito creativo. Il poeta dà vita a delle rubriche come “Gocce di Sangue” (cronaca) “Malinconie romane” (fatti locali) in cui si firma con vari pseudonimi (Simonetta, Calandrino, ecc.). Dopo questo periodo d’incessante lavoro il poeta sarà costretto però a farsi ricoverare in ospedale. Nel 1911 si trasferisce a Firenze dove collabora alle riviste “La Voce”, il ” Marzocco” e la “Lirica”. Dopo questa esperienza ritorna a Roma e partecipa alla fondazione della “Ronda” in cui assume poi la direzione. In seguito diventa direttore della rivista “Fiera letteraria” Nel 1916 avviene il suo esordio poetico con la pubblicazione del libro dei Prologhi cui faranno seguito, Viaggi nel tempo (1920), Il sole a Picco (1929) Favole e memorie (1925), Poesie (1936), Il cielo sulla città (1939), Lettere non spedite (1946), Poesie nuove (1947), Solitario in Arcadia (1947). Il poeta muore a Roma nel 1959.

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in POESIA D'AUTORE. Contrassegna il permalink.

Rispondi