“È di nuovo autunno caldo…” di Maria Rosaria Teni

editorialeL’autunno si è presentato, quest’anno, con una veste inusuale, un po’ per il perdurare di un tiepido clima soleggiato, un po’ per una serie di avvenimenti – politici e sociali – che hanno fatto ricordare, anche se per aspetti differenti, l’Autunno caldo di oltre cinquant’anni fa. Si è trattato di un evento storico che nel 1969 segnò una stagione di lotte operaie e studentesche condotte nelle università e nelle fabbriche con una mobilitazione di massa che contribuì a favorire una maturazione della coscienza di classe con il raggiungimento di nuovi diritti sociali e politici, doverosi aumenti salariali per tutti, una riduzione dell’orario di lavoro, una completa parificazione normativa tra operai e impiegati, un rafforzamento del diritto di sciopero. Prevaleva tra la gente un sentimento di repulsione per la guerra e l’angoscia verso gli sfrenati moti di conquista dei principali stati europei e occidentali in genere. Fatta questa piccola premessa, ovviamente ciò che mi colpisce è la ciclicità con cui la storia si ripete, portando a rivivere, oggi, all’alba del terzo millennio, episodi di sfruttamento, di alienazione di diritti, di morti sul lavoro in una società dove le diseguaglianze aumentano in maniera irrefrenabile e cresce l’indigenza, per cui undici famiglie su cento hanno una spesa per consumi sotto la soglia di povertà e almeno trecentomila imprese rischiano di crollare sotto il peso di oltre 300 miliardi di debiti, rischiando di far ingrossare le file della povertà con pesanti contraccolpi per l’occupazione di circa 3 milioni di persone. È qui che ho riflettuto sul nuovo autunno caldo del 2022, in un paese dove, pur con lo strapotere dei social, a volte si è impediti nell’esprimere opinioni e divergenze in nome della venerata libertà di parola e di espressione, come sancito dall’Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

I pensatori di tutti i tempi, tra l’altro, hanno sempre cercato di analizzare il significato degli eventi che confluiscono nel corso della storia e indagando ravvisano, come afferma Benedetto Croce, “il vichiano ricorso di ciò che si credeva che non sarebbe mai riapparso al mondo e che, a sua volta, aprirà un nuovo corso”. Ma ancora più suggestivo appare il discorso di Croce quando afferma che “la storia si vede, anche nei tempi più cupi e gravi, fremere nei versi dei poeti ed affermarsi nelle pagine dei pensatori”.  Ebbene, da queste parole, io percepisco che, oggi più che mai, ci sia bisogno di scrivere, di mettere nelle pagine versi e riflessioni, denunce e verità che, altrimenti, verrebbero soffocate da slogan demagogici e ideologici, che hanno solo la funzione di ipnotizzare le masse degli indolenti che assecondano la servilità. Tanti sono stati, e sono, gli scrittori e i poeti che, grazie alla libertà di espressione, hanno avuto la capacità di manifestare il disprezzo e il dolore per tutto ciò che accade nel mondo, risvegliando anche la nostra coscienza, il torpore in cui, a volte, siamo immersi e di cui non abbiamo consapevolezza. Mi piace concludere con una poesia che amo molto, sin dai tempi del liceo, e che vorrei proporre quale ideale conclusione. Maria Rosaria Teni

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

in Giorno dopo giorno -Tutte le poesie, Mondadori, Oscar Grandi Classici, 1994

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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