Vorrei riproporre, oggi, un giovane poeta, Giorgio Bruno, già ospite della nostra rivista, che mi ha colpito soprattutto per l’umiltà con cui si è presentato e per la riservatezza che lo ha contraddistinto nell’inviare le sue composizioni, quasi non si sentisse all’altezza di poterlo fare. Adoro i giovani che hanno talento, ma nello stesso tempo non ostentanto, perché sono fermamente convinta che, chi merita, alla fine riesce a emergere. Giorgio ha la peculiarità di connotare le sue liriche come descrizioni di attimi, pensieri, riflessioni estemporanee che si tramutano naturalmente in poesia, senza circonvoluzioni artificiose. Scrivere per il nostro giovane amico è l’unico modo per avere delle risposte a tutti gli interrogativi che lo pervadono nei suoi momenti di silenzio. Ho letto con interesse i suoi versi e devo riconoscere che, nonostante una struttura non propriamente lirica, hanno un contenuto profondo e la sua interiorità sembra voler emergere per tirare fuori una sensibilità inesplosa. Ci sono immagini che colpiscono e ho pensato di proporre la lirica che segue, ispirata al mare e alle sue ombre, rivelate dai giochi di sole e di luce, mentre il sinuoso ondeggiare accompagna una vita che passa. [Maria Rosaria Teni]
Quanti cuori spezzati sotto il sole .
Tra le ombre del mare
come granelli di sabbia
i ricordi tornano a riva ,
e si illuminano sotto il cielo infinito
mentre il vento danza nel nulla ,
tutto gira intorno .
L’orizzonte non è mai stanco di guardarci
mentre concediamo alla bella stagione
le nostre speranze ,
e il fumo della sigaretta
sale fino a scomparire,
la cenere vola via,
mentre lontano il pescatore attende ,
e le onde danzano attorno.
In una melodia antica,
forse dagli abissi
qualcosa risalirà per prendere aria,
mentre io mi lascio accarezzare dalla salsedine
e penso,
ti penso, oh vita mia!
Giorgio Bruno

ph© Eleonora Mello
