In un profluvio di rilucenti versi, la lirica si libra in un intreccio sapiente di personificazioni, allegorie e metafore che assecondano il sentire del poeta, navigante in una mondo di orizzonti liquidi e senza tempo. Nella chiusa, fulminea ed emotivamente suggestiva, irrompe il simbolo di una purezza vitale che alla fine affiora in tutta la sua forza e induce a riflettere sul senso onnipotente del nostro esistere. [M.R.Teni]
A passi stanchi
si trascina un altro giorno
nel bianco affondando
di strade cancellate.
Mistero di oceani riluce
in una goccia,
e trema nell’iride del cielo
e di uomini.
Inutili parole svuotate
del “Verbo” …
Sotto i passi: rumore
di seccume.
In processione i giorni,
dietro il simulacro
di verdi pensieri
che rapidi volano
verso orizzonti in fuga…
E si va per vastità di spazi
Noi, diaspora di vita disperante,
banderuola in un mondo
senza segnaletica.
A falcate di lupo,
corre il vento;
porta ghirlande di foglie
moribonde a vincitori
del nulla,
in gare ove importante
è umiliare gli ultimi.
Ora che la tromba suona
il “Silenzio”, si tace
il vento!
Petali da corolle, nel gelo,
come preghiere al cielo…
Forse il bucaneve trafiggerà l’inverno!
© Antonio Teni

