“Storia, maestra di vita” di Maria Rosaria Teni

Più che mai appropriato oggi il ricorso alla ben nota locuzione latina “Historia, magistra vitae”, tratta da una frase più ampia contenuta nell’opera  “De Oratore” di Cicerone e che mi piace riprendere in questa pagina dove esprimo le mie riflessioni estemporanee.  La storia, come testimone del nostro vissuto, appartiene conseguentemente a ognuno di noi e, contemporaneamente, ci fornisce la giusta conoscenza per affrontare la vita e le sue vicende che, in ossequio all’insegnamento di G.B.Vico, ripercorrono corsi e ricorsi con ciclicità inevitabile. È di questi giorni il riproporsi di tematiche e di ideologie che, come spettri informi, si aggirano tra le nostre mura, riportando in auge slogan che giacevano nella memoria collettiva dei nostri anziani e che hanno ricondotto alla mente periodi non proprio felici dal punto di vista sociale ed umano. Spesso ho avuto modo di considerare la grande fortuna di aver raggiunto una stabilità democratica e una parità di diritti che, col sopraggiungere di inquietanti fenomeni di intolleranza, ho visto vacillare e ho temuto di correre il rischio che tali diritti venissero denaturati. Vivere in uno Stato di diritto garantisce la tutela di una Costituzione che fissa con chiarezza diritti e doveri di noi cittadini e che ci permette di difendere le libertà fondamentali di parola, riunione, religione e proprietà. Il diritto di esprimere le proprie opinioni consente ad ognuno di noi di essere consapevole della propria forza e della possibilità di contribuire alla crescita democratica e liberale, considerando che è dalla storia che si può imparare a non commettere nel futuro gli stessi errori e il ricordo di eventi più grandi serve a evitare che determinate tragedie non si ripetano più. A questo punto subentra  la memoria e, di conseguenza, il ruolo dello storico. Come afferma lo storico britannico Eric Hobsbawm nel suo saggio Il Secolo breve – (sottotitolo: 1914-1991: l’era dei grandi cataclismi)  –  il compito principale dello storico è quello di «ricordare ciò che gli altri dimenticano». Deve, quindi, ripercorrere gli eventi più significativi della storia dell’umanità, studiando ogni tipo di documento per ricostruire, quanto più fedelmente possibile, le caratteristiche di quel determinato periodo in cui un fatto di particolare rilevanza è avvenuto. Aggiungo, a conclusione,  anche quanto sia fondamentale  ricostruire  la microstoria, quella, cioè, delle persone normali, che vivono quotidianamente avvenimenti e costruiscono le vicende che, grandi o piccole che siano, danno luogo a importanti lezioni che ci dovrebbero far diventare migliori di quello che siamo stati. È vero, dunque, quando si afferma che la storia è maestra di vita: si è pervenuti a determinati traguardi proprio perché si è passati attraverso specifiche situazioni. L’augurio che mi sento di fare dunque, a inizio anno scolastico, è proprio quello di amare la storia e di apprezzarne lo studio che ci dà l’opportunità di conoscere il nostro passato, ciò da cui stiamo venendo, e  ci offre la possibilità di diventare uomini e cittadini migliori.
Maria Rosaria Teni

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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