“Gli inediti” di Antonio Spagnuolo

Nei tre inediti qui proposti, Lunghe frequenze, Inquietudine e Compressione, Antonio Spagnuolo conferma una scrittura poetica che non procede per rappresentazione lineare della realtà, ma per frammenti, associazioni e scarti improvvisi. La parola non descrive: attraversa la materia, la deforma, la interroga, cercando nelle sue incrinature una possibile verità e una preziosa densità metaforica.
In Lunghe frequenze il paesaggio diventa innanzitutto paesaggio dell’anima. La strada, le stoppie, la terra, le pietre e il sole appartengono a una natura che conserva le tracce del tempo e delle rinunce. La terra «respira sotto i passi» e nelle sue crepe può ancora crescere la bellezza: è forse questo uno dei nuclei più intensi del testo, dove la fragilità non coincide con la resa, ma diventa luogo possibile della speranza. La memoria del viaggio, delle «semplici tempeste delle ore», si intreccia così alla resistenza della parola poetica.
Inquietudine introduce invece una dimensione più apertamente mentale e febbrile. Figure storiche, luoghi simbolici e immagini corporee si incontrano in un flusso associativo che disorienta volutamente il lettore. Mitridate, Demostene, la torre Eiffel, la contestazione: elementi lontani nel tempo e nello spazio vengono convocati dalla memoria poetica e ricomposti secondo una logica non narrativa, ma emotiva. L’inquietudine nasce proprio da questa impossibilità di fissare il senso una volta per tutte. La poesia diventa allora una «bussola» che cerca un orientamento mentre tutto sembra continuamente sottrarsi.
Con Compressione la scrittura raggiunge una maggiore densità e si addentra nel territorio del desiderio, della corporeità e dell’ombra. Il corpo dell’altro e il corpo della parola sembrano sovrapporsi: tentacoli, rete, riflessi d’ambra, pareti, cunicoli, venature costruiscono uno spazio chiuso e sensuale, nel quale il desiderio si trasforma progressivamente in mistero e turbamento. La materia erotica non è mai semplice abbandono: è tensione, attrito, ricerca di una forma capace di contenere ciò che, per sua natura, sfugge.
I tre testi possono dunque essere letti come tre diverse frequenze della stessa inquieta interrogazione: la terra e la memoria in Lunghe frequenze; la storia, la mente e il disorientamento in Inquietudine; il corpo e il desiderio in Compressione. Tre movimenti che dal paesaggio esterno conducono verso gli spazi sempre più profondi dell’io. La poesia di Spagnuolo chiede al lettore di abitare l’ambiguità, di accettare la frattura, di seguire il movimento sotterraneo delle immagini. È una poesia nella quale il senso non precede la parola, ma nasce dentro la parola, attraverso accostamenti talvolta sorprendenti, figure di forte intensità e una sintassi che asseconda il ritmo irregolare del pensiero. Ed è proprio in questa tensione tra disordine e ricerca, tra corpo e memoria, tra eros e inquietudine, che questi inediti trovano la loro cifra più autentica: la parola poetica come luogo di resistenza alla dissoluzione del tempo. [M.R.Teni]

“Lunghe frequenze”

Come una macchia d’olio bollente
giaccio lungo la strada silenziosa,
casella fra le stoppie ingiallite e un capoverso.
Madre terra respira sotto i passi,
fragile come vetro all’alba,
e nel suo abbraccio verde racconta sogni,
trema nella preghiera silenziosa,
per raccontare una storia antica di rinunce,
ascoltando distratti le ingiurie del demonio.
Quando richiamo il tuo nome
nelle crepe del suolo cresce la bellezza,
tra pietre stanche, o segni ostinati di speranza.
Camminammo veloci ignari delle corrosioni,
tra le semplici tempeste delle ore
pronte a segnare il dorso delle mani,
i raggi del sole cadente,
il canto delle allodole ingannatrici,
senza chinare il capo, o modellando il pudore.

 

“Inquietudine”

Mitridate giocava con veleni al salto della lepre,
fra inganni e venature rosa
incredulo di entrare in silenzio in ogni cosa
e cercando di riformare una bussola,
intesa come viaggio nella versione più semplice
capace di ritrovare sè stesso, immaginando maledette labbra.
Un tuo sussulto oggi alla torre Eiffel
contorce le mie braccia nella sfrenata ondata
del tonfo al petto.
Così Demostene avversario di Filippo
crollò nella fiducia di generazioni più forti,
sognando piede a terra tempeste che travolgono
gli effetti inaspettati d’una contestazione.
Eludere e raggirare ogni domanda
alterando le basi incorporate in emozioni
capaci di scandire le fioriture della primavera.
Disarmato e trafitto per fantasie di cronaca
un porto antico si fa di nuovo inquietudine.

 

“Compressione”

Cuordalitica forse ultra compressa
avvolge i suoi tentacoli nella rete,
estrapolando calcoli dall’ equilibrio instabile
di un gioco.
Ecco sottinteso il dialogo di un agguato rinverdito!
Nel mordere i tuoi capezzoli vorticava
un riflesso d’ambra ed aromi,
contro pareti in bilico all’eterno,
movenze in riflesso di un desiderio a flussi,
ed un mistero che viene accolto nella complessità
del tema.
Sfiorando timido la tua polpa oscura
adesso smembro cunicoli di notte,
fra le ripetizioni di trucioli intagliati nelle venature
di un orrido pensiero che mi straccia.

ANTONIO SPAGNUOLO 

Antonio Spagnuolo (Napoli 1931), è poeta, critico letterario, saggista e autore di testi teatrali. Fra le sue numerose pubblicazioni, le più recenti sono: “Canzoniere dell’assenza”, Kairós 2018, “Istanti o frenesie”, Punto a capo 2018, “Polveri nell’ombra”, Oedipus 2019, “Ricami dalle frane”, Oedipus 2021, “Proiezionei al crepuscolo”, Macabor 2022, “Riflessi e velature”, La valle del tempo 2023, “Futili arpeggi” – La valle del tempo 2024, “Più volte sciolto” La valle del tempo 2024, “Dissolvenze e sussurri” La valle del tempo 2025. È citato da A. Asor Rosa nei volumi: Dizionario della letteratura italiana del Novecento e Letteratura italiana (Einaudi). Il suo primo volume ebbe l’avallo nel 1953 di Umberto Saba. Ha dato vita negli anni 70 alla rivista “Prospettive culturali”, alla quale hanno collaborato le maggiori firme del tempo. Ha fondato e diretto la collana “L’assedio della poesia”, dal 1991 al 2006.Tra gli ultimi riconoscimenti nel 2014, al “Camaiore”. Nel 2017 riceve il “Lauro d’oro” alla carriera. Nel 2019 è insignito a Roma del “Premio per l’eccellenza”, -premio “Silarus 2020”, premio “Emily Dickinson 2022” e 2026, premio “Eccellenza alla cultura” 2022. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, inserito in molte antologie, attualmente dirige  in rete la rassegna “Poetrydream”, (http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com) particolarmente dedicata alla poesia contemporanea. Presiede la Giuria del premio “L’assedio della poesia 2020”. Dirige la collana “Frontiere della poesia contemporanea” per La valle del tempo editrice. Tradotto in arabo, rumeno, inglese, francese, spagnolo, turco, serbo, macedone, greco, cinese, hindi.

 

 

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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