
Sanja Rotim ritorna nella nostra rubrica dedicata alla narrativa con una fiaba delicata e simbolica che, attraverso il viaggio fantastico di Simone, invita a riflettere sul significato autentico della felicità. Il protagonista cerca lontano ciò che crede di non possedere: poteri magici, ricchezza, un regno, una vita diversa. Ma ogni esperienza lo porta a comprendere che nessun desiderio può sostituire ciò che davvero ci appartiene. La luna azzurra, allora, diventa il simbolo della felicità possibile, quella che spesso cerchiamo altrove senza accorgerci di averla già accanto. Il ritorno a casa, al mare, alla famiglia e persino al familiare odore di pesce assume così il valore di una riscoperta: ciò che sembrava ordinario diventa prezioso. Una storia semplice e luminosa, con il sapore delle fiabe di un tempo, che lascia al lettore un messaggio importante: a volte il luogo dei nostri sogni non è lontano, ma è proprio quello che abbiamo imparato a non vedere più. [ M.R.Teni]
IL PAESE DELLA LUNA AZZURRA
Simone, un ragazzo di diciassette anni, ricordava con piacere la nonna che aveva sempre qualcosa da raccontargli quando era piccolo. Non era mai riuscito a capire se quelle storie fossero delle sue invenzioni oppure se le avesse lette da qualche parte ma erano sempre così interessanti. La storia che gli era piaciuta più di tutte era quella che parlava di un paese dove c’era la luna azzurra.
“Veramente esiste un paese con la luna con un colore così diverso, nonna?” le aveva chiesto incuriosito.
“Certamente, in quel paese i sogni diventano realtà e ti senti sempre felice”, gli aveva risposto la nonna.
“Voglio vedere la luna azzurra, qui è sempre gialla. Dove si trova questo paese?”
“Questo lo devi scoprire da solo”, aveva risposto la nonna sorridendo intanto che ripuliva i suoi occhiali spessi.
“Ma tu l’hai mai vista?” era sempre più curioso di sapere Simone.
La nonna rispose di sì ridendo.
Ormai erano passati tanti anni e la nonna purtroppo se n’era andata da un po’ di tempo, ma quella storiella sulla luna azzurra gli era rimasta impressa bene nella mente, chissà per quale motivo. Forse perché semplicemente era un ragazzo romantico e sognatore.
Simone viveva in un paese di mare con una famiglia numerosa. Suo papà era un pescatore, come lo erano stati il nonno e il bisnonno. La mamma e i fratelli più grandi vendevano il pesce al mercato. Il cortile della loro casa era pieno di reti e attrezzature per la pesca e dentro casa c’era sempre un po’ di odore di pesce al quale ormai si era abituato.
Ma non tutti quelli che vivono al mare fanno i pescatori, lo sapeva bene Simone. Per esempio, il papà del suo amico Riccardo faceva l’avvocato e possedeva pure uno yacht. Anche se vivevano al mare facevano le ferie in Sardegna e qualche volta Simone si era sentito invidioso. Era anche un po’ in difficoltà a invitare il suo amico a casa, non voleva che si accorgesse di quell’odore persistente.
Un giorno Simone si fermò in spiaggia a lungo. C’era un bellissimo tramonto, il cielo era diventato di un colore con sfumature belle come mai prima. Se ne stava lì seduto come incantato a contemplare quella bellezza unica. Non sapeva nemmeno lui quanto tempo fosse passato che all’improvviso gli sembrò di scorgere qualcuno che camminava sull’acqua. Si strofinò gli occhi incredulo. La creatura si stava dirigendo verso di lui.
“È una donna”, pensò. Era vestita di bianco e si avvicinò ancora di più. Simone notò quanto fosse bella. Non riuscì a capire se fosse scesa da quel tramonto oppure emersa dagli abissi marini. Ma era una donna vera e camminava sull’acqua a piedi nudi. Si avvicinò a lui, lo salutò e si presentò: “Sono la Fata Felicia. Se vuoi, ti porterò nel paese dove la luna è sempre azzurra”.
Simone balzò dallo stupore. Si ricordò della nonna e del suo racconto.
“Veramente, lo puoi fare?” chiese sbalordito.
“Naturalmente. Basta che tu sia sicuro che lo vuoi trovare.”
Simone era convinto che voleva cercare quel posto dove si sarebbe sentito sempre felice e dove i suoi sogni sarebbero diventati realtà.
“Sì, sono sicuro, portami là”, le disse deciso e lei gli porse la mano. Stranamente anche lui adesso camminava sull’acqua accanto a lei e iniziarono a chiacchierare.
“Fata Felicia, dove si trova quel paese con la luna azzurra, è lontano?”
“Sei tu che devi dire dove vedi la luna azzurra. Io ti porterò in diversi posti, uno più bello dell’altro. Resterai lì finché non scorgerai la luna azzurra. Se poi non riesci a vederla chiamami, verrò di nuovo e ti porterò via da lì”, gli spiegò gentilmente. La sua voce aveva un suono melodioso come le onde del mare.
Lo condusse in un posto dove poteva avere poteri magici, così gli disse. Poteva chiedere qualunque cosa e lui decise che voleva essere in grado di volare. La Fata Felicia lo lasciò lì e gli ripeté che, se la luna non gli sarebbe sembrata abbastanza azzurra, di farle un fischio che l’avrebbe portato via.
La Fata Felicia non l’aveva deluso. Veramente riusciva a volare anche se non aveva le ali ed era una sensazione indescrivibile. Volò così per tre giorni sopra i tetti delle case ma poi si stufò e in più in quel paese la luna era gialla, come dappertutto. Fece un fischio e la Fata Felicia si presentò e lo portò via.
“Non è questo il paese della luna azzurra, ne sei sicuro?” gli chiese.
“Sicurissimo. Vorrei andare in un paese dove posso essere un principe”, quasi all’improvviso gli era venuto questo desiderio. La Fata Felicia gli prese la mano, camminarono di nuovo sull’acqua e arrivarono fino a un regno.
“Ecco, qui sarai l’unico figlio del re. Ti auguro di trovare la luna azzurra. Ma ricordati che, se non riesci a vederla, puoi chiamarmi di nuovo. Basta un fischio”, disse sorridendo e si allontanò.
“Non è male essere un principe”, pensò Simone per tre giorni ma poi cambiò idea e decise di chiamare la Fata Felicia. Fece un fischio e lei apparve di nuovo.
“Allora? Non hai visto la luna azzurra?” chiese.
“No e non mi piace essere figlio unico e nemmeno un principe. Troppe formalità e mancanza di libertà e in più sono abituato a vivere vicino al mare”, le spiegò.
“Allora vorresti andare in un altro paese di mare in una famiglia numerosa e benestante?” chiese adesso la Fata.
“Sì, è proprio quello che voglio. Sono sicuro che lì riuscirò a vedere la luna azzurra.
Camminarono di nuovo sull’acqua e arrivarono in un paese con delle bellissime spiagge. Lì sì che Simone si sentiva a suo agio. Il profumo del mare, la sabbia, i gabbiani, che bello! La Fata Felicia lo salutò raccomandandosi ancora di fischiare se non dovesse riuscire a vedere la sfumatura azzurra della luna.
“Sono sicuro che qui la troverò”, le disse fiducioso.
Si sentiva bene in questa nuova famiglia. Suo papà era un medico e aveva tre fratelli. Avevano una villa bellissima e uno yacht. Finalmente aveva tutto quello che desiderava. Ma la luna… era sempre gialla, non riusciva a capire. Un giorno che era in giro con i suoi nuovi fratelli sullo yacht e al largo scorsero una piccola barca rovesciata. La riconobbe, era la barca di suo papà!
“La barca, la barca”, iniziò a gridare ma i suoi nuovi fratelli gli dissero di stare tranquillo che era soltanto un vecchio rottame.
Lui deciso fece un fischio e la Fata Felicia apparve di nuovo.
“Ma come, neanche qui non hai trovato la luna azzurra?”, sembrava stupita.
“No, portami a casa”, dicendo queste parole all’improvviso si rese conto che era sulla sua spiaggia e che guardava meravigliato quel bellissimo tramonto.
“Mi sono immaginato tutto?” si chiese. Poi alzò lo sguardo e sorrise. In cielo c’era la luna ed era nientemeno che azzurra. Adesso sapeva quale fosse il posto con la luna azzurra di cui parlava la nonna. Era il suo paese. Tornò a casa e aprendo la porta senti l’odore familiare del pesce.
“Non desidero nient’altro”, adesso lo sapeva benissimo.
Sanja Rotim

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Sanja Rotim è nata nel 1968 a Mostar dove si è laureata in Economia e Commercio. I suoi scritti sono presenti in un centinaio di antologie. Appassionata di lettura e delle passeggiate nella natura, vive in provincia di Milano con il marito e il figlio. Con Giovanelli Edizioni ha pubblicato “Due amici e un paio di corna” (2022), “Lo scoiattolo Gigi a scuola” (2023), “La mamma orsa e il piccolo Ciuffo” (2023), “Lo scoiattolo Gigi e la scuola nel parco” (2024), “Lo scoiattolo Gigi in gita a Roma” (2024), con Rupe Mutevole “Racconti di Natale” (2024) e con Grace Edizioni “Ero un fiore” (2024). Scrive in diverse lingue.
