
È un piacere presentare oggi, all’interno della collana letteraria “I LIBRI DI CULTURA OLTRE”, la nuova opera di Maria Rosaria Perrone dal titolo “All’incontrario”, un affascinante viaggio tra arte, poesia, miti, simboli e natura, con un’attenzione particolare all’affascinante universo dei fiori, edito a luglio 2026. Attraverso riflessioni, curiosità e approfondimenti, l’autrice esplora la florigrafia, l’antico linguaggio segreto dei fiori, intrecciando storia, leggende e significati simbolici. Ogni pagina nasce dal desiderio di condividere conoscenze, emozioni e meraviglia, invitando a guardare oltre l’apparenza e a riscoprire la bellezza nascosta nelle piccole cose. A suggellare questo percorso, Tanka e Haiku restituiscono, con la limpidezza della parola essenziale, emozioni e intuizioni che fanno della natura uno specchio dell’animo umano, celebrando la memoria, la bellezza e il dialogo silenzioso tra cultura, poesia e vita.
Scrive Maria Rosaria Teni nella sua recensione al volume: “Ci sono libri che nascono da un progetto preciso e libri che, invece, sembrano prendere forma lentamente, seguendo il filo di una curiosità, di una passione, di una necessità interiore. All’incontrario di Maria Rosaria Perrone appartiene a questa seconda categoria: è un libro che raccoglie nel tempo pensieri, scoperte, suggestioni e frammenti di conoscenza, sottraendoli alla volatilità della rete per restituirli alla concretezza e alla durata della pagina. Il punto di partenza è infatti un gesto di memoria. Le parole nate sui blog dell’autrice, in anni in cui la rete rappresentava ancora soprattutto una finestra aperta sul mondo, vengono oggi recuperate e ricomposte in un volume. È un modo per salvare dall’oblio quella scrittura che il digitale, con la sua rapidità e la sua apparente eternità, rischia paradossalmente di rendere ancora più fragile. Un blog può scomparire con un semplice clic; una pagina di carta, invece, conserva la traccia di un pensiero e gli offre una nuova possibilità di essere letto.
Ma All’incontrario non è soltanto un libro sulla memoria della scrittura. È soprattutto un libro sulla curiosità come forma di conoscenza. Maria Rosaria Perrone attraversa territori diversi – arte, poesia, mito, storia, simboli, leggende – seguendo un filo conduttore che diventa progressivamente sempre più evidente: il desiderio di andare oltre ciò che appare. Ed è proprio nei fiori che questa ricerca trova la sua espressione più affascinante. Il fiore, apparentemente fragile e silenzioso, diventa infatti una sorta di piccolo universo da interrogare. Dietro un nome, un colore, una forma, un profumo possono nascondersi una storia, una leggenda, una tradizione, un significato simbolico. La florigrafia, il linguaggio dei fiori, diventa così una chiave per leggere non soltanto la natura, ma anche l’immaginario e la sensibilità degli uomini. È particolarmente significativo che questa ricerca abbia origine dall’incontro con la poesia di Emily Dickinson. I suoi versi sui fiori, elevati a “prediletti del suolo”, diventano per l’autrice una scintilla capace di trasformare una passione personale in un percorso di approfondimento. Da quel momento il fiore non è più soltanto elemento naturale: diventa parola, simbolo, memoria, racconto. E così, pagina dopo pagina, incontriamo agapanti e camelie, bucaneve e glicini, lavanda, magnolie, papaveri, rose, viole, tulipani e molti altri fiori. Ognuno porta con sé una piccola storia e, insieme, contribuisce a costruire un grande erbario della memoria, nel quale la botanica incontra la cultura e la cultura incontra la poesia. La particolarità del libro sta anche nel modo in cui l’autrice guarda a ciò che racconta. Non pretende di impartire lezioni, ma invita il lettore a condividere una scoperta. La sua è una scrittura che nasce dalla meraviglia e che alla meraviglia vuole ritornare. C’è, in questo atteggiamento, qualcosa di profondamente letterario: la consapevolezza che conoscere non significa soltanto accumulare informazioni, ma imparare a guardare il mondo con occhi più attenti. In questa prospettiva assumono un significato particolare anche i Tanka e gli Haiku che accompagnano il percorso. Dopo la parola della ricerca arriva la parola della sintesi; dopo la storia e la leggenda, il silenzio della poesia. Poche parole possono diventare sufficienti quando riescono a racchiudere un’immagine, un’emozione, un’intuizione. Il fiore, dunque, torna ad essere ciò che era all’origine: qualcosa da contemplare. Ma ora il suo significato si è arricchito di tutto ciò che l’autrice ha incontrato lungo il cammino. All’incontrario è, in definitiva, un libro che procede dalla rete alla carta, dalla curiosità alla conoscenza, dalla conoscenza alla poesia. Un percorso apparentemente “all’incontrario” rispetto alla velocità del nostro tempo, che ci spinge invece verso la lentezza, l’osservazione e la memoria. Ed è forse proprio questa la sua qualità più preziosa. In un’epoca nella quale tutto viene rapidamente consumato, fotografato, condiviso e poi dimenticato, Maria Rosaria Perrone compie un gesto semplice ma profondamente significativo: si ferma a guardare. Guarda un fiore, ne cerca la storia, ne ascolta il simbolo, ne scopre la leggenda e infine lo lascia parlare attraverso la poesia. Il lettore è invitato a fare altrettanto. A guardare oltre l’apparenza. A riconoscere nella piccola cosa un mondo più grande. A custodire le parole prima che il tempo le disperda. E, soprattutto, a ricordare che anche un fiore può diventare una pagina e che, qualche volta, una pagina può ancora insegnarci a meravigliarci.” [Maria Rosaria Teni]
