
Mariantonietta Valzano propone oggi, per la nostra rubrica, una lirica dal tono intimista e meditativo, costruita come una lenta successione di immagini che oscillano tra la serenità ritrovata e la consapevolezza della precarietà del tempo. L’anafora di “Giorni”, ripetuta quasi come una litania, scandisce il ritmo del componimento e trasmette la sensazione di un tempo che scorre, prima rassicurante e poi inesorabile. Nella parte centrale la poesia assume una dimensione esistenziale e approfondisce il valore di una sperata serenità, che parla della pace conquistata dopo il dolore, ma ricorda che il tempo non si ferma mai. È una riflessione matura, in cui la speranza non cancella la sofferenza: nasce proprio da essa e racconta la fragile bellezza delle tregue che la vita, talvolta, ci concede. [ M.R.Teni]
Giorni di quiete
in un mare calmo
senza più tempesta
Giorni lenti
sul velo dell’acqua
che dondola lieve
la barca della vita
Giorni disegnati di speranza
schiusi alla luce delicata
di un Sole che timido
accenna la sua presenza
Giorni di respiro
in uno spazio guadagnato
da fatica e lacrime
Giorni desiderosi di libertà
di fuga dal presente
Giorni di preghiera e di resistenza
Giorni…
che passano
e si portano via quel che resta di te
lasciando il vuoto di ciò che non è stato
il pieno di ciò che potrebbe essere.
Mariantonietta Valzano

ph Donatella
