Siamo in quella stagione in cui c’è bisogno di leggerezza: a luglio, si sa, il caldo è insopportabile, brulica la voglia di evasione, e le giornate lunghe, che offrono tramonti da sogno, portano al desiderio di vivere in maniera spensierata e respirare attimi di pura semplicità e autenticità. È pur sempre desiderabile ricaricarsi e ritrovare la bellezza delle piccole cose in ciò che ci circonda e ci avvolge in questi mesi estivi, rigogliosi e pieni di sole. Sarebbe tutto perfetto se, tuttavia, riuscissimo a non guardare a quello che succede quotidianamente. Soffia un vento che non si arresta, purtroppo, neanche dinanzi alla calura estiva e che ci travolge con raffiche che colpiscono la nostra interiorità, che non riesce a rimanere indenne. Povertà da record, welfare sempre più debole, razzismo dilagante che calpesta un “articolo 3” della nostra Costituzione basato su eguaglianza e pari dignità sociale, chiarendo che dopo aver garantito eguaglianza formale si dovrebbe passare alla rimozione di ostacoli che limitano le libertà. Certamente le limitazioni creano confini sempre più marcati e ne è una prova l’immigrazione che diventa sempre più una minaccia e non una situazione da governare con diritti e inclusione. Inevitabile approdare quindi verso una deriva di violenza inarrestabile che pregiudica ancora di più la sicurezza dei cittadini. Sarebbe opportuno riflettere su come si senta una persona esclusa e additata, a volte minacciata e quali possano essere le ripercussioni più nefaste. Si sta sgretolando ogni concetto democratico costruito in 80 anni e le premesse costituzionali, che chiedevano la liberazione degli ostacoli, ora si sovvertono paradossalmente in un ossequio a progetti politici autoritari e contrari a quei principi costituzionali saldi e ineccepibili.
Il secondo comma dell’“articolo 3” della nostra Costituzione non è una speranza: è un mandato inderogabile su cui si fonda la cittadinanza in Italia, dove le vite degli uomini, delle donne, dei lavoratori, dei migranti valgono come esseri umani e non solo nella misura in cui servono al mantenimento di un potere che si avvale di autoritarismo e controllo. Rimuovere ostacoli equivale a riconoscere il principio di eguaglianza. La Costituzione quindi non è un residuo museale da citare in celebrazioni e occasioni varie, ma un baluardo che garantisce ancora la sopravvivenza civile in uno Stato che progressivamente si inclina verso forme di smantellamento delle tutele previste. Non posso fare a meno di pensare a quanto accade nei campi arroventati delle campagne, dove ci sono uomini che lavorano in condizioni disumane per un salario ridicolo e per assicurare che sulle tavole imbandite arrivino primizie. Non posso dimenticare le tante vite spente nel mare che oggi è pieno di bagnanti profumati da creme solari senza provare un profondo rammarico, considerando che forse qualcuno avrebbe potuto salvarsi e qualche bimbo avrebbe avuto ancora la gioia di continuare a giocare con quei pochi giocattoli rinvenuti su una battigia. Restano addosso questi episodi che appartengono a tutti noi, anche a chi vorrebbe ignorarli, perché la vergogna è un contrassegno che si imprime nelle coscienze. A conclusione di questa mia riflessione vorrei suggerire la lettura di un libro “L’unica persona nera nella stanza” (66thand2nd, 2021) della scrittrice Nadeesha Uyangoda, nata in Sri Lanka e cresciuta in Brianza, che apre in questo libro, a metà tra saggio e memoir, un’onesta conversazione per comprendere meglio la dinamica razziale nel nostro paese. L’autrice racconta gli anni in cui, studentessa liceale, si ritrovava seduta tra compagni bianchi che discutevano di problemi razziali come se lei fosse esclusivamente la ragazza arrivata con un gommone e non una semplice compagna di classe. È fondamentale raccontare, parlare, evidenziare le varie situazioni che ci coinvolgono perché se anche rimane un briciolo di ciò che si narra, serve in qualche modo a cambiare qualcosa.
Maria Rosaria Teni

Le tue sono parole sante che chiunque abbia un minimo di coscienza e cuore condivide in toto. Purtroppo viviamo un tempo di grande ignoranza e conseguentemente di grande cattiveria! Speriamo di riacquisire tutti un po’ di umanità!