Il punto di vista “Tecnocrazia e tecnofascismo” – di Mariantonietta Valzano

Nel giro di 35, anni attraverso una “cattiva” gestione della globalizzazione, si è passati da una società in cui la democrazia fatta di diritti e doveri è diventata una democrazia senza regole, con una depenalizzazione di reati gravi, un accumulo di debiti a fronte di una povertà di servizi e tutele per chi ha pagato e paga le tasse da sempre, regalando le tutele e favorendo persone che al contrario non hanno contribuito alla formazione, ad una società che paventa e anela al cosiddetto uomo o donna forte che risolve tutto.

In questo nodo scientifico si sono creati conflitti sociali che hanno minato alla radice il concetto stesso di democrazia favorendo populismi, rabbia, emarginazione, micro e macro-criminalità. “La gente sta male”. Questa semplice frase è costante in ogni dove, è una verità che travalica i confini dei Paesi perché è pieno di persone ferite, arrabbiate che non hanno una reale possibilità di cambiare la propria condizione socioeconomica perché si sono create condizioni che tramite l’ultraliberismo, ha avvantaggiato e concentrato la ricchezza in mano al 10%, della popolazione mondiale.

In questo terreno nasce la tecnocrazia, perché per essa non è solo sufficiente lo sviluppo esponenziale della tecnologia, ma è necessario avere un terreno fertile fatto di disagio totale, mancanza di cultura, mancanza di lavoro. L’immigrazione non governata, le guerre perpetrate nelle zone povere economicamente ma ricche di risorse, un andamento anomalo della erosione dei diritti, fanno sì che la popolazione inizi a pensare che ci voglia un risolutore, l’uomo o donna forte, che risolva i problemi, perché i problemi sono diventati irrisolvibili se non governati, gestiti seguendo regole ben precise. Oggi l’uomo forte è colui che possiede l’accesso alla tecnologia che è talmente pervasiva e cogente da diventare manipolatoria. La tecnocrazia si evolve postulando un umanesimo diverso da come lo abbiamo sempre concepito, ma un trans-umanesimo, che riprende da Nietzsche il concetto di Superuomo, riempiendo il transumanesimo di poteri che lo rendono privo di necessità di regole perché è esso stesso regola, fino a oltrepassare la linea rossa della salvaguardia delle minoranze, delle particolarità, fagocitando tutto in un mega potere di autodeterminazione. A questo punto nasce il tecno-fascismo dove tutto è in mano ad una oligarchia potente che controlla la super tecnologia fino a creare un nuovo grado evolutivo ibrido che odora di onnipotenza per sopravvivere schiacciando chi non ha le qualità per sopravvivere.
Questo avvilente compendio, semplice e crudo, affonda le sue radici nei giorni nostri, nel mondo che oggi gira e produce violenza, fame e disastri naturali, non aggiungo altro perché basta leggere Yoshua Bengio, Noam Chomsky, Paul Krugman e interessarsi al pensiero degli oligarchi super ricchi possessori dello scettro dello sviluppo ipertecnologico che stanno progettando la colonizzazione di nuovi pianeti, senza valutare che il nostro è tanto bello e basterebbe conservarlo.

Segnalo che sul quotidiano AVVENIRE in questo periodo c’è una serie di articoli di Vittorio Pelligra “La Monarchia della paura”; vi è illustrata tutta l’evoluzione e l’epistemica strutturazione del pensiero dei nuovi tecnoligarchi che stanno ridisegnando non solo un nuovo ordine mondiale ma, con una nuova filosofia, stanno ridisegnando una nuova civiltà, in cui gruppi elitari sono coloro che governano la società e il mondo. A tal proposito non è da sottovalutare la formazione di Peter Thiel, dalle teorie sul capro espiatorio di René Girard, al pensiero di Carl Schmitt sulla funzione politica del nemico, fino alla visione elitaria del potere di Leo Strauss.

Non è complottismo e io ho citato solo alcuni degli esponenti, professori, economisti ma c’è diversa letteratura e documenti universitari che sono in grado di spiegare meglio di me cosa sia il tecnofascismo e la tecnocrazia. L’importante è saperla comprendere e produrre una classe dirigente giovane e preparata che possa portarci oltre, in un mondo democratico e prospero.

Perché… L’alternativa non è confortante

Mariantonietta Valzano

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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