Oggi si celebra la Giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura, istituita per denunciare tale pratica come crimine contro l’umanità. Le Nazioni Unite hanno condannato la tortura fin dall’inizio come uno degli atti più vili perpetrati dagli esseri umani sui loro simili, considerato a ssolutamente vietato e non giustificato in nessun caso. Questa regola fa parte del diritto internazionale ampiamente accettato. Significa che ogni paese deve seguirlo, anche se non ha accettato trattati specifici che vietano la tortura che mira a distruggere la personalità della vittima e nega la dignità intrinseca dell’essere umano. Sebbene il diritto internazionale proibisca assolutamente la tortura, continua purtroppo a verificarsi in tutto il mondo.
Oggi vogliamo ricordare Giulio Regeni, ma non per ribadire tutta la crudeltà di cui è stato vittima, bensì per mandargli il nostro abbraccio con una poesia che ha scritto per lui Silvio Valdevit Lovriha, che così scrive:« Camminando per le vie delle piccole cittadine locali per fortuna mi capita di vedere ancora esposti nelle terrazze delle case striscioni dedicati a Giulio Regeni, per chiedere la verità su quanto è accaduto al giovane ricercatore italiano.» La speranza è che possa trovare giustizia e che ci possa essere una luce di conforto per i suoi genitori, ma soprattutto che non si debbano verificare altre nefandezze simili. [M.R.Teni]
Fa educazione il drappo per Giulio Regeni disteso fuori dal balcone.
Non sbiadiscono i suoi colori d’arcobaleno: resistono, resistono.
È nostro dovere, testardamente, fino in fondo, esigere che tutto si abbia da sapere.
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