Pubblichiamo oggi, nella nostra rubrica dedicata alle lettere che giungono in redazione, l’interessante nota di Silvio Valdevit Lovrha.
Ricordiamo l’indirizzo mail per scrivere alla rubrica dedicata: Scritti alla redazione
Con questa mia nota vorrei svolgere alcune considerazioni su due recenti fatti di cronaca accaduti a Taranto e a Modena.
A Taranto, l’uccisione, da parte di alcuni minorenni e neomaggiorenni, dell’immigrato Bakary Sako, che alle cinque del mattino si recava al lavoro come bracciante. È stato bastonato e ucciso per divertimento, perché nero di pelle: insomma, per razzismo. A Modena, invece, il grave ferimento di diverse persone a causa della corsa folle di un’auto in pieno centro città, guidata da un giovane in cura per disturbi mentali. Un atto compiuto in solitudine, non per motivi razziali.
Bene hanno fatto i Presidenti della Repubblica e del Consiglio, Mattarella e Meloni, ad accorrere prontamente a Modena per manifestare la vicinanza delle massime istituzioni alle persone ferite e ricoverate in ospedale. È incredibile invece – a voler essere leggeri – che il Ministro degli Esteri abbia dovuto riprendere e correggere un altro Ministro, quello dei Trasporti, ricordandogli che il conducente responsabile dell’accaduto non era un immigrato, ma un cittadino italiano.
A Modena c’è stata una significativa manifestazione di piazza, con la presa di posizione delle massime autorità locali, del Sindaco e del Presidente di Regione. Duole ed è preoccupante che un analogo segnale di convinta partecipazione non ci sia stato in quel di Taranto, per un evento peraltro di ben più grave entità. Qui non si è trattato solo del doloroso gesto isolato di un singolo, ma dell’azione di un gruppo di ragazzini sbandati, alla deriva e inclini al razzismo. È vero che una manifestazione a Taranto c’è stata ma, stando alle cronache giornalistiche, vi hanno partecipato molti immigrati e molte persone di colore, ma pochi italiani. E quella modesta presenza la si deve specialmente alla CGIL e a Libera di don Ciotti, che si sono mobilitate.
Non deve sorprendere che su questo grave episodio ci sia stato, e ci sia tuttora, un vergognoso silenzio delle forze conservatrici e reazionarie. Ciò va criticato, così come vanno criticate le omissioni delle istituzioni democratiche, governo in testa; tuttavia, non dobbiamo illuderci che queste forze cambino la propria natura. Ci deve invece interessare e preoccupare il fatto che il fronte democratico, in tutte le sue articolazioni, non sia sceso in campo con la determinazione necessaria. Si rischia di pagare un caro prezzo se si sottovaluta la pericolosità dell’espandersi di questo fenomeno. Occorre indignarsi e reagire serenamente, ma con fermezza. Come si è fatto con il referendum. I ragazzini sbandati che hanno ucciso il bracciante maliano Bakary Sako sono il risultato dell’avvelenamento razzista, somministrato come diversivo con il preciso proposito di indicare un nemico, così da non dover rispondere della propria incapacità di governare in modo competente e serio.
Silvio Valdevit Lovriha
