IN PROSA E IN POESIA: “SANDOKAN, la tigre della Malesia. L’insopprimibile voglia di avventura” – di Myriam Ambrosini

Dopo aver parlato del suo autore, Emilio SALGARI – le cui penose vicende di vita e la sua tragica fine, non possono che lasciare l’amaro in bocca-mi è parso conseguenziale parlare del suo eroe più famoso, tornato poi proprio in questi giorni alla ribalta con una nuova fiction televisiva, e cioè SANDOKAN.
Dapprima mi sono chiesta: perché attraverso tanti anni e diverse generazioni questo aitante eroe è ancora così tanto amato e seguita a suscitare tanta curiosità? Il motivo principale penso che risieda in un’insopprimibile voglia di avventura che non ci abbandona mai, regalandoci a volte un ritorno all’infanzia ed all’adolescenza ed ai quei mitici avventurieri/eroi di cui, quasi tutti, in quell’epoca della nostra vita ci siamo nutriti.
Sandokan quei miti li raccoglie e li potenzia quasi tutti. È un principe, è bello, è coraggioso e combatte per un nobile ideale.
La piaga del colonialismo fece molte vittime, moralmente e fisicamente, e le conquiste inglesi furono quelle predominanti e per più lunghi periodi. E qui si và ad inserire il leggendario principe/pirata. Sandokan è infatti un principe malese, unico superstite della famiglia regnante del Borneo. Gli inglesi hanno sterminato i suoi genitori, la sua gente ed i sopravvissuti sono stati in buona parte ridotti in schiavitù. Tutto il suo mondo è stato sconvolto e lui non può sopportarlo e decide di partire alla riscossa.
L’isola di Mompracem diviene la sua base ed “i tigrotti” i suoi coraggiosi volontari/soldati, pronti a dare la vita per lui ed il suo ideale, totalmente condiviso, di libertà.
Ma Sandokan sa anche amare, con tenerezza e con passione al contempo, e per quell’amore è pronto a sfidare ogni pregiudizio, ogni tabù. L’ amore della sua vita sarà Marianna, di origini italo/inglesi … Una fanciulla di tale bellezza da essersi guadagnata l’appellativo di “La perla di Labuan”, l’isola in cui si trovava a vivere insieme al padre, Console per quel territorio
Un altro personaggio affascinante e singolare, nato dalla penna prolifica di Salgari, sarà colui che affianca Sandokan, diverrà il suo valido luogotenente ed il suo amatissimo “fratellino”, l’avventuriero portoghese YANEZ DE GOMERA. C’è chi ha voluto riconoscere proprio in Yanez qualcosa dello stesso Salgari – ed io mi trovo d’accordo -, per il pesante vissuto che l’ha condizionato, ed al quale tenta di opporsi con una feroce ironia ed un atteggiamento perennemente da guascone.
Se per Sandokan, scimitarra alla mano, i nemici ed i limitatori della libertà erano i conquistatori inglesi, per Salgari i nemici, ugualmente prepotenti, dominatori e limitatori della libertà, erano infatti gli Editori che lo sfruttavano e lo vampirizzavano.
Forse in “quel Sandokan alla riscossa” dell’ultimo ciclo dell’eroe malese – i volumi sono otto – Emilio SALGARI avrebbe voluto riconoscere se stesso … Un se stesso che, proprio in quest’ultimo ciclo, mostrerà un po’ di stanchezza e calo d’ispirazione, perché gli Editori gli stavano più che mai con il fiato sul collo, tanto da non dargli neanche il tempo di revisionare i testi ed accorgersi anche di eventuali errori.
SANDOKAN, nato dunque da un forte “mal de vivre” del suo creatore, ma che va infine a costituite anche una sorta di riscatto per tanta miseria umana.
E Sandokan ha infatti reso Salgari IMMORTALE . Come si può infatti non amare un eroe che pare raccogliere tutte le rivincite che si propongono gli esseri umani? La tigre della Malesia – con cui condivide fascino e temerarietà – possiede tutto: la bellezza, il vigore fisico, ma anche l’astuzia, il vero coraggio, la difesa di un ideale. Un uomo forte, che nutre però anche una profonda sensibilità e sa amare senza scendere a compromessi.
SANDOKAN potrebbe rappresentare l’immaginario di ognuno di noi, fra ciò che siamo – o siamo costretti ad essere – e ciò che in realtà VORREMMO essere.
Sognare non ha fatto mai male a nessuno, e con Sandokan noi continuiamo a sognare.

MYRIAM AMBROSINI

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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