“Cinquecento e modernità” di Gabriella Petrelli

L’avvento della modernità coincide con la nuova visione del mondo, apertasi con le scoperte geografiche e con la rivoluzione copernicana che ha spazzato via la fisica tolemaico-aristotelica, ponendo una differente visione cosmologica. Tra il XV e XVI secolo si susseguono importanti innovazioni che modificano in modo sostanziale la realtà collettiva ed individuale dell’umanità. La rivoluzione avviene in tutti gli ambiti dello scibile, non rimanendo astratta ma coinvolgendo ogni aspetto della vita umana.
La rivoluzione copernicana, modificando l’ordine del cosmo, la struttura stessa della terra, ha creato la condizione perché si realizzassero la successiva rivoluzione scientifica insieme alle nuove scoperte geografiche. L’universo si spalanca davanti agli occhi meravigliati di filosofi, matematici, scienziati nella sua dimensione infinita.
Unendo la logica matematica alla verifica del fenomeno attraverso l’esperimento, dà avvio alla scienza moderna in un modo che sarà inarrestabile. L’autonomia della scienza e la sua libertà di ricerca si affermano contro il dominio religioso, divenendo l’emblema della nuova cultura dove il soggetto è al centro della realtà sia da un di vista ontologico che gnoseologico. La letteratura e la filosofia teorizzano la centralità dell’individuo capace determinare il proprio destino e di approcciarsi alla conoscenza della realtà in modo razionale senza remore o ostacoli provenienti da retaggi del passato. Nella pittura e nella scultura emerge l’uomo insìeme alla natura in una prospettiva nuova
La vita economica diventa dinamica, creando un sistema di commerci che coinvolge quasi tutti i continenti.Attraversando l’Africa si giunge alle coste asiatiche oppure al nuovo continente americano.Il fulcro finanzario di questi ampi e ricchi commerci è l’Europa,in particolare Inghilterra,Francia ed Olanda.Lo storico francese Braudel ha teorizzato il concetto di economia -mondo nel quale l’Europa rappresenta il centro di tale sistema e gli altri continenti la periferia. Infatti è l’Europa a controllare i traffici ed a trarne vantaggiosi profitti e lo farà anche in seguito colonizzando il globo. Questo sistema economico, che Marx espresse nella formula merce-denaro-merce, viene definito protocapitalistico: il punto di partenza è la merce su cui si investe per comprare altra merce.Il profitto è assicurato dalla maggiore quantità di merci disponibili e dell’allargamento dei mercati. L’agricoltura cambia per la diffusione delle piccole proprietà e di conseguenza per la mentalità imprenditoriale tendente al profitto. Nuovi prodotti provenienti dal nuovo mondo e nuove tecniche agricole compiono una piccola rivoluzione nelle campagne.
Il ceto borghese mercantile ha soppiantato il ruolo predominante che hanno avuto i nobili ed il clero.Anche se in Francia ci vorrà una lunga e dolorosa rivoluzione per spazzare via I retaggi del mondo feudale ed in Russia bisognerà attendere il 1917 per modificare l’ancien regime,la borghesia sta svecchiando il mondo, annunciando una nuova epoca.

Gabriella Petrelli

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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