Per la rubrica poetica dedicata alle poesie dei nostri lettori/autori, vi invito a leggere la poesia inviata dal poeta Sivio Valdevit Lovriha, dedicata a Virgilio Giotti, grande poeta dialettale triestino, amico di Umberto Saba, e all’odierna Trieste, da tempo rinomata meta turistica sia per il mare, il Carso e per la sua struttura fondata sull’impero austroungarico. Questo, tuttavia, secondo il nostro poeta crea seri problemi logistici. È proposta in vernacolo e contiene la traduzione in italiano.
Gran Giotti torna!
Nessun pi de ti
pol contar
in modo scherzoso,
ma anca imperioso,
quel che capita in città.
Dei lavori che mai finisci
nella galleria Foraggi
a ti ben nota
dato che te stava nei paraggi.
Dei piastroni de Piazza granda
in riva al mar
da cavar e da rifar
parche ‘ i se muovi,
no i sta fermi
malora lori!
E no bastava
al tram de Opcina,
magna soldi fermo da anni,
che fa rider mezzo mondo;
la nova idea é far na Ovovia
par chi comanda una mania.
Caro gran poeta Giotti
forse te fa ben a no tornar:
par cossa far?
far poesie
su tutti sti vieri rotti?
Silvio Valdevit Lovriha
Gran Giotti torna!
Nessuno più di te
può raccontare
in modo scherzoso,
ma anche autorevole,
quel che accade in città.
Dei lavori che mai finiscono
della Galleria Foraggi
a te ben nota
dato che abitavi nei paraggi.
Dei piastroni di Piazza Unità
in riva al mare
da togliere e rifare,
perché si muovono,
non stanno fermi
diavolo loro!
E non bastava
il tram per Opcina,
mangia soldi fermo da anni,
che fa ridere mezzo mondo;
la nuova idea è fare una Ovovia
una mania di chi comanda.
Caro gran poeta Giotti
forse fai bene a non tornare:
per far poi che cosa?
far poesie
su tutti questi vetri rotti?

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