“Le pietre semipreziose” di Lucio Zaniboni

L’elenco delle pietre semipreziose, e quindi usate in gioielleria o in una bigiotteria d’élite, è piuttosto ampia e si allunga anche per novità tecniche che influiscono sul loro lavoro e trasformazione. Iniziamo a conoscerle: agata, ametista, acquamarina, diaspro, granato, lapis lazuli, pietra di luna, opale, malachite, peridoto, quarzo citrino, spinello, topazio, tormalina, turchese, zircone e giada. A parte, non trattandosi di pietre, ma di materiale appartenente al mondo animale, troviamo il corallo, l’avorio e la tartaruga, ora vietati, e l’ambra, resina fossile.

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agata – fonte di libero accesso

 L’agata è una forma di calcedonio e appartiene alla specie dei quarzi. Si forma nelle cavità delle rocce vulcaniche e ha fasce di colori a volte concentrici. È usata molto per collane e anelli.
L’ametista è una variante del quarzo, silicato che cristallizza in forme piramidali di colore lilla o viola vivo. Questo colore è dovuto alla presenza di ferro.
L’acquamarina, di cui già abbiamo parlato, è elencata anche fra le pietre preziose ed è una varietà azzurra, verde o blu di berillo che cristallizza con forma esagonale. Il suo colore sereno lo fa scegliere in alternativa al diamante.

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diaspro- fonte di libero accesso

Il diaspro è una roccia composta di quarzo ed è generalmente di colore rosso mattone, per impurità ferrose, principalmente ematite. Può avere anche colorazioni giallastre o nere se ha inclusioni di ossidi di manganese.
Il granato è una pietra che può avere colore rosso bruno, nero o blu. È usato in cristalloterapia, perché favorisce l’assimilazione del ferro e aiuta le difese immunitarie.
In gioielleria e bigiotteria è utilizzato soprattutto per collane.
Il lapislazzuli è una associazione di minerali con concentrazione di lazurite (silicato di colore azzurro con calcite e pirite). Viene estratto in giacimenti in Afghanistan e ne parla anche Marco Polo nei suoi resoconti dei suoi viaggi.
La pietra di luna è una varietà di adularia, minerale appartenente al gruppo dei feldspati. Si presenta in cristalli romboidali e il suo nome è originato dal forte potere di rifrazione. I riflessi interni sono paragonabili alla luce lunare. In cristalloterapia può aiutare nei problemi di insonnia.

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opale – fonte di libero accesso

L’opale è un minerale amorfo, cioè senza forma perché non possiede una struttura ordinata; è costituito da silice e non si presenta in cristalli, ma in vene, noduli e croste con varie cromie, accompagnate spesso da iridescenza.
La malachite è un minerale di colore verde, formato da carbonato basico di rame. Era una pietra cara agli zar e fu usata per creare capolavori d’arte e San Pietroburgo, dove sono famose le colonne della Cattedrale di Sant’Isidoro in questo materiale, utilizzato anche nel rivestimento delle sale della residenza degli zar.
Il peridoto è un minerale di colore verde vivo dovuto alla presenza di ferro e magnesio. In base alla loro maggiore o minore concentrazione può assumere tonalità giallastre o brune.
Il quarzo citrino è una varietà di quarzo e il suo colore è dovuto a impurità di ferro. È abbastanza raro e presenta una luminosità gialla, accentuata da pleocroismo (osservato da diverse angolazioni, il colore varia).
Lo spinello è una pietra costituita da ossido di magnesio e alluminio. Può assumere colorazione blu, rosso e nera. Nella colorazione rossa può essere scambiata per rubino.
Il topazio, di cui già abbiamo parlato, è una pietra preziosa ed è un silicato di alluminio e fluoro. Può assumere colorazione bianca, arancio, verde o violetta. A volte possono coesistere varie colorazioni nella stessa pietra.
La tormalina è un silicato. Il suo nome deriva dal cingalese turmali che significa pacco misto (ossia pietra con vari colori), in quanto era il nome dei cristalli trasportati in Europa dal Ceylon.
Il turchese è un minerale di colore azzurro/verde, di struttura cristallina, appartenente alla famiglia dei fosfati.
Lo zircone è un minerale che appartiene al gruppo dei neosilicati, con struttura cristallina in combinazione di tetraedi. Assomiglia al diamante che però ha lucentezza e durezza maggiori. Inoltre il diamante mantiene la luminosità, mentre lo zircone al passare del tempo tende a opacizzarsi. Lo zircone può avere colorazioni giallastro, verde scuro, giallo-arancio. La rifrazione è più bassa rispetto al diamante.

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giada – fonte di libero accesso

Infine ecco la giada, silicato di calcio e magnesio. Non è un vero e proprio minerale; è una pietra composta da giadaite e nefrite con struttura fatta da granuli fini e fibre intrecciate. Il suo colore è verde-blu, ma vi sono variazioni bianche, rosse, nere, blu e viola. La più pregiata è quella verde smeraldo, chiamata giada imperiale, proveniente dalla Birmania del Nord. Veniva usata nell’antico Egitto, perché si riteneva avesse il potere di depurare e proteggere da malattie. Era usata per contenitori di cibi e bevande. I cinesi l’associavano all’immortalità e la chiamavano gemma del cielo. In Cina era considerata gemma reale. La sua estrazione ebbe inizio nel 6000 a. C. Il nome giada deriva dallo spagnolo piedra de hijada, che a sua volta deriva dalla parola latina ficatum (fegato farcito di fichi). Si trova in giacimenti in Cina, Guatemala, Giappone e nel Myanmar (ex Birmania). In Italia nell’area del Monviso.

Lucio Zaniboni

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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