“La Ceramica” di Lucio Zaniboni

La parola ceramica deriva dal greco Keramos, ma le sue origini sono molto più antiche e risalgono al neolitico, età della pietra, ma forse ancor prima.
Entrare a contatto col mondo della ceramica, vuole dire ripercorrere secoli di storia di tutto, perché ha inizio dalla argilla (creta). Dio stesso, nella creazione, l’ha usata e col suo soffio ha dato vita spirituale all’impasto umano.
Chi colleziona ceramiche, una delle mie passioni, ha un campo infinito di ricerche e studio del cammino dell’umanità che si è avvalsa della creta per approntare angoli di fuoco, basi per cibi… in quanto questa materia, essiccando, tende a indurirsi; diventa compatta, quindi utilizzabile in un’infinità di modi.
Occuparsi di queste creazioni, vuole dire rivedere la vita umana dalle origini ai giorni nostri e scoprire come una materia così umile sia divenuta anche arte, bellezza, meraviglia.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0001

ceramiche cinesi

Si parte dalla vasta, inimitabile arte orientale (Cina e Giappone, India) in cui, oltre la lavorazione della creta, si è sviluppata quella delle pietre dure, dell’avorio e del corallo.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0004

ceramiche cinesi

In Cina la ceramica è stata prodotta forse mentre regnava la dinastia Tang (618-907), anche se già in precedenza, con la dinastia Han, c’era la produzione di porcellana dura grigiastra.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0003

ceramiche cinesi

L’Europa è venuta a conoscenza delle straordinarie creazioni orientali attraverso i viaggi dei grandi esploratori.
Merito primo del viaggiatore, scrittore, ambasciatore e mercante italiano veneziano Marco Polo, partito con il padre Nicolò e lo zio Matteo, con incarico del papa Gregorio X di portare un messaggio al Gran Khan Kublay. Il viaggio durò più di tre anni, ma gli permise una vasta conoscenza di usi, costumi e scoperte, anche poiché accolto benevolmente (1271). Nella sua opera “Il Milione” (derivato da Emilione con cui si definiva la famiglia) raccolse preziose informazioni, che generarono nuovi viaggi. Le nuove conoscenze influenzarono la vita e il costume in Europa. Polo come prima tappa arrivò in Terrasanta, poi a Bagdad, Samarcanda, Karakorum, Pechino, Costantinopoli, ampliando anche la conoscenza delle creazioni ceramiche cinesi.
Un altro viaggiatore, prima di lui Vasco da Gama, già nel 1498 aveva aperto la via marittima per le Indie, così da dare luogo alla fondazione della Compagnia Olandese delle Indie, ma fu solo nel Settecento che nacque in Europa la voglia di rendersi conto dei segreti di lavorazione della ceramica cinese, bianca, traslucida e compatta. L’arte cinese, derivata dalla manipolazione di argilla richiederebbe pagine e pagine, ma non è questo l’assunto e neppure di quella egizia, greca, etrusca e romana. Basterebbe entrare nei musei e soffermarsi ad ammirare le pitture vascolari, le sculture in terracotta, i bassorilievi, le statue… per rendersi conto di quanto si perda a non venire a contatto con quelle creazioni artistiche, cui la pittura ha aggiunto ulteriori armonie.Chi conosce i vasi greci o etruschi, con figure nera o rossa, sa di quali meraviglie parlo. Si possono solo ammirare, perché il collezionismo è praticamente vietato, in quanto i reperti sono patrimonio nazionale. Esiste qualche pezzo autorizzato, catalogato, senza possibilità di estradizione.
Come detto, nel Settecento dalle numerose importazioni di ceramiche orientali, nacque il desiderio di una produzione autonoma europea. Era necessario perciò scoprire il segreto della lavorazione cinese.
Dopo numerosi tentativi (si era tentato anche di arrivare alla fabbricazione dell’oro) nel 1710 a Dresda, Augusto il Forte, elettore di Sassonia, incaricò (o lo fece imprigionare) il chimico Johann Friedrich Böttger, di risolvere il mistero.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0007

vasi Sèvres e vasi napoleonici

Qualunque sia l’ipotesi vera, perché si parlò anche di rivelazione cinese, ovviamente a carattere di lucro, si riuscì a passare a un impasto di colore rosso e da qui alla vera porcellana bianca.
foto allegate all'articolo ceramiche_page-0008La terracotta viene ottenuta cuocendo l’argilla ad alte temperature, la porcellana cuocendo ceramica (composta da argilla, feldspati, sabbia silicia, ossidi di ferro, allumina e quarzo). La maiolica è una produzione ceramica a pasta porosa, ottenuta sciogliendo in acqua i minerali preparati. Sul risultato viene steso uno smalto bianco, a rendere impermeabilità.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0009

colonna e vaso impero Limoges

Dal 1710 in poi, in tutta Europa sorsero e fiorirono fornaci per produrre terracotte, ceramiche, maioliche e porcellane per usi funzionali, ma anche, e forse più, per vera e propria forma artistica. In Germania a Meisseu e Dresda. In Francia a Limoges (grazie ai giacimenti di caolino della zona), a Sèvres, con decorazioni e smalti in oro; a Parigi come Vieux Paris (in genere non firmata) e a Nevers. In Spagna a Madrid, Barcellona, Valenzia, Malaga e Coruña. In Austria a Vienna, dove divennero famose per le miniature a piccolo fuoco.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0010

ceramica Sèvres

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0011

ceramiche Sèvres

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0013

ceramica inglese

In inghilterra la prima produzione di ceramica risale al 1708 ad opera di artigiani tedeschi, al servizio del Re Giorgio I ed erano chiamate Bone China.

In Italia tramite Carlo Ginori si ha l’inizio in una villa di Doccia (1735 Comune di Pontassieve – Toscana) con una produzione che poco aveva da invidiare alla famosa tedesca.

foto allegate all'articolo ceramiche_page-0012

ceramiche Capodimonte

Altre fornaci a Deruta (Umbria) con produzione alterna. A Capodimonte (Napoli) per volontà del re Carlo di Borbone e Amalia di Sassonia, con l’aspirazione di raggiungere la fama di Meisseu.La produzione veniva fatta con forni a pietra e alimentazione con carbone coke.
A Caltagirone (Sicilia) a carattere presepiale di piccole statue della Sacra Famiglia e dei santi.
A Faenza con il desiderio di superare le fornaci di Nevers.
La ceramica è una materia che richiama un vero interesse per la storia dell’umanità che con l’intelligenza e il lavoro è riuscita (in una creazione a imitazione di quella divina) a trasformare un’umile materia (l’argilla) in forme artistiche meravigliose.

Lucio Zaniboni

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in Miscellanea (argomenti vari). Contrassegna il permalink.

Lascia un commento