“All’alba il dolore è stanco” di Tahar Ben Jelloun

All’alba il dolore è stanco
il corpo si abbandona sulla terra umida.
Lento dalla ferita sorge il sole
mentre la notte ha già preso il largo su una scialuppa
di fortuna.
Forse questa giornata approderà su un colle
e gli uomini si chineranno a raccogliere
frutti di generazioni mandate al sacrificio.
Sono venuto nel tuo paese con il cuore in mano
Espulso dal mio,
Un po’ volontariamente e un po’ per bisogno
Sono venuto,
Siamo venuti per guadagnarci da vivere,
Per salvaguardare la nostra sorte,
Guadagnare il futuro dei nostri figli,
L’avvenire dei nostri anni già stanchi,
Guadagnarci una prosperità
che non ci faccia vergognare,
Il tuo paese non lo conoscevo
E’ un’ immagine…
Un miraggio, credo, ma senza sole…
Siamo arrivati qui ad informare,
con un canto di follia nella testa…
E già la nostalgia e i frammenti del sogno…
Sopravviviamo tra l’officina
o il cantiere e i pezzi del sogno
Il nostro cibo, la nostra dimora
Dura l’esclusione
Rara la parola rara la mano tesa.

Tahar Ben Jelloun
“Doppio esilio”, Edizioni del Leone, 2009.

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ph Maria Rosaria Teni

Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino di lingua francese (n. Fès 1944). Nei suoi romanzi contamina, attraverso una scrittura polifonica e raffinata, la tradizione araba scritta e orale con i moduli della narrativa moderna e postmoderna. Tra le sue opere principali, che privilegiano il mondo della marginalità e della devianza, occorre citare i romanzi L’enfant de sable (1985; trad. it. 1987) e La nuit sacrée (1987; trad. it. Notte fatale, 1988, premio Goncourt); in altre opere, quali Le racisme expliqué à ma fille (1998; trad. it. 1998) e Le dernier ami (2004; trad. it. 2004), prevale l’impegno politico e sociale. Dopo gli studi di filosofia all’univ. di Rabat, nel 1975 ha conseguito il dottorato alla Sorbonne di Parigi con una tesi in psichiatria sociale sulle condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nordafricani in Francia, poi rielaborata nel saggio La plus haute des solitudes (1977; trad. it. L’estrema solitudine, 1988) e nel romanzo La réclusion solitaire (1976; trad. it. Le pareti della solitudine, 1990). Un’analisi ancora più accurata di questi temi si trova nel saggio Hospitalité française (1984; trad. it. 1992). Il già citato romanzo La nuit sacrée gli è valso il premio Goncourt. Con E. Volterrani, suo traduttore italiano, ha pubblicato la raccolta di racconti ambientati nel Sud d’Italia Dove lo Stato non c’è (1991). I romanzi di B.J. si ispirano al mondo dei folli, degli esclusi, dei diversi: la protagonista del suo primo libro, Harrouda (1973; trad. it. 1992), è una prostituta; l’eroe di Moha le fou, Moha le sage (1978; trad. it. 1988) è un folle, mentre La prière de l’absent (1981; apparso prima in trad. it., 1989) racconta l’errare di due vagabondi. Temi privilegiati di B.J. sono l’allontanamento dalle origini e la frattura che ne deriva. Esemplari in tal senso i già citati romanzi L’enfant de sable (1985; trad. it. 1987) e La nuit sacrée, che raccontano la storia della cancellazione e del ritrovamento di un’identità femminile. Della sua successiva opera in prosa si ricordano inoltre: Jour de silence à Tanger (1990; trad. it. 1993); Les yeux baissés (1991; trad. it. A occhi bassi, 1993); L’ange aveugle (1992); L’homme rompu (1994; trad. it. Corrotto, 1994); Les raisins de la Galère (1996; trad. it. Nadia, 1996); La nuit de l’erreur (1997; trad. it. Lo specchio delle falene, 1998); il summenzionato Le racisme expliqué à ma fille, L’Auberge des pauvres (1999; trad. it. 1999); L’Islam expliqué aux enfants (2002); Le dernier ami (2004; trad. it. 2004);Yemma (2006; trad. it. Mia madre, la mia bambina, 2006); Sur ma mère (2008); L’homme qui aimait trop les femmes (2010; trad. it. 2010); il saggio Par le feu (2011; trad. it. 2012), dedicato alla primavera araba; L’ablation (2014; trad. it. 2014); i saggi, entrambi del 2015, È questo l’Islam che fa paura, pubblicato in prima edizione in lingua italiana, e Contes coraniques (2015; trad. it. 2015); il romanzo Le mariage de plaisir (2016; trad. it. 2016), in cui lo scrittore affronta i temi dell’integrazione e della differenza; Le terrorisme expliqué à nos enfants (2017; trad. it. 2017), densa riflessione sullo scontro tra civiltà in atto nel mondo contemporaneo; l’autobiografico La punition (2018; trad. it. 2018); Insomnie (2019; trad. it. 2019); il romanzo Le miel et l’amertume (2021; trad. it. 2022). Nella poesia di B.J. si ritrovano tutti i temi toccati nei romanzi e nei saggi: l’intera produzione poetica è raccolta in Poésie complète, 1966-1995 (1995; trad. it. Stelle velate: poesie 1966-1995, 1998).

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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