“Ci siamo persi…” di Maria Rosaria Teni

editoriale

Ci siamo persi… è quello che pensavo in questi giorni dopo aver visto alcune scene inquietanti e drammatiche e aver riflettuto un po’ sulla deriva che sta prendendo il nostro paese in questi ultimi tempi.  Credo che mai come adesso il genere umano debba essere difeso perché ora è tutto “troppo”: troppo tutto ciò che sta accadendo tra le mura di casa, nei paesi limitrofi, nell’incremento dello sfruttamento e nella prevalenza del disprezzo verso i più deboli, generando una serie di spregevoli disuguaglianze. Non è questa l’Italia che ci ha consegnato lo storico 2 giugno di 75 anni fa, quando un referendum ha legittimato la nascita della Repubblica, portando a votare finalmente Uomini e Donne che volevano ardentemente partecipare alla fondazione di un’idea di cittadinanza libera, affrancata finalmente da dittature e violenze. All’epoca si imponeva la necessità di superare un modello di conservatorismo e di continuità dinastica; c’era un anelito di libertà e progresso, una nuova organizzazione politica e sindacale che stava risorgendo dopo un momento di oppressione e nazionalismo esasperato.  Ma oggi, realmente, ci siamo persi, perché tesi alla riconquista di effimere posizioni e di chimeriche soddisfazioni che, invero, hanno poca sostanza e non contribuiscono al benessere di un paese che, sulla scia di giochi di potere e ripicche, infarcito di luoghi comuni e slogan di vecchia e nefasta  memoria, non solo si sente, ma è, sempre più destabilizzato. Tutto suggerirebbe un impegno maggiore e consapevole da parte di noi cittadini, perché si possa guardare al futuro con positività e con uno sguardo concreto, a cominciare dall’adozione di regole che rispettino l’ambiente, i diritti umani, i più deboli, e soprattutto la vita in tutte le sue forme. Ci siamo persi, è vero, ma non perdiamo la voglia di ritrovarci e di guardare avanti, cercando di ricostruire una nuova umanità. [Maria Rosaria Teni]

Le pietre

Sento cadere le pietre che abbiamo gettato,
Cristalline negli anni. Nella valle
Volano le azioni confuse dall’attimo
Gridando da cima a cima degli alberi, tacciono
Nell’aria più leggera del presente, planano
Come rondini da cima
A cima dei monti finché
Raggiungono l’altopiano più remoto
Lungo la frontiera con l’aldilà.
Là cadono
Le nostre azioni cristalline
Su nessun fondo,
Tranne noi stessi.

Tomas Tranströmer
Songs of Spring. Quaderno di traduzioni, Marcos y Marcos 1999
(traduzione di Franco Buffoni)

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in Editoriale. Contrassegna il permalink.

Rispondi