Il punto di vista – “La liberazione dei vinti di oggi”- di Mariantonietta Valzano

 

Questo anno non scriverò del 25 aprile 1945, perché la storia che stiamo vivendo mi porta a credere che ce ne voglia un altro, più potente, più universale che deve ancora arrivare.
Sto pensando alla popolazione iraniana, schiacciata tra Pasdaran e bombardamenti, gente senza scampo, dilapidata da una crisi economica complessa che la sta falcidiando. Un popolo dignitoso che più di una volta ha cercato di riprendersi i suoi diritti, mentre come risposta ha visto carcere e impiccagione di innocenti. Perché innocente è chi pretende i propri diritti di libertà e dignità come persone e come cittadini.
Ma come tutte le dittature, anche quella teocratica, non fa altro che assegnare grandi, enormi privilegi per pochi, pensiamo ai benefici e alle ricchezze accumulate dalla classe dirigente, lasciando il popolo in povertà e deprivandolo di ogni via di crescita.
Sono anni che l’occidente assiste a questo scempio, anni in cui le istituzioni internazionali, come l’ONU, non hanno più peso.
L’Iran, l’Ucraina, il Venezuela e via dicendo aspettando la Cina che si prende Taiwan, stiamo vivendo un periodo storico in cui queste potenze sono protagoniste assolute, dove l’Unione Europea è ancora troppo debole e il resto del mondo resta a guardare il dilagare della loro prepotenza. Purtroppo, è un dato di fatto, oggi vale la legge del più forte, la prepotenza che schiaccia e conquista.
Ma cosa si deve ancora conquistare se come unico risultato è povertà e odio? Perché non solo si genera odio e povertà nei paesi aggrediti, ma anche nei paesi aggressori si assiste sempre alla solita pantomima: i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Trump “pontificatore” del FAREMO UN SACCO DI SOLDI, non ha mai detto chi li farà questi soldi. Negli USA non é cambiato molto tranne che i ceti meno abbienti hanno visto rincarare le merci importate che non sono più alla loro portata, il potere d’acquisto è eroso dall’inflazione e diventano sempre più poveri. Quindi chi ha fatto un sacco di soldi accumulando ricchezze off shore in conti super protetti e disponibili per chi ha talmente tanto da non saperci neanche più cosa fare se non bearsi inutilmente di ricercare una vana idea di super uomo nietzschiano, al limite tra l’asshole di Aaron James e il bullo di quartiere per cui le regole che ha deciso valgono per gli altri come se fosse un fatto di acclamazione divina.
In Europa é caduto l’Imperatore ungherese sotto i colpi della delusione popolare, perché la “illiberalità” non é un valore e tanto meno una strada da percorrere verso il progresso.
Progresso che nella Silicon Valley è sinonimo di intelligenza artificiale a cui affidare la propria immortalità, che con il suo sviluppo sta consumando tante di quelle risorse che a me verrebbe da pensare: ma che diavolo stiamo facendo???
Ci stiamo autodistruggendo?
Consumiamo risorse, neghiamo il cambiamento climatico e assistiamo a fenomeni migratori sempre più incisivi e disperati tra profughi di guerra e carestie d’acqua, salvo poi assistere a cittadine che crollano su frane intrise e zuppe di tempeste, tanto per testimoniare che i negazionisti del cambiamento climatico fanno i conti con le difficoltà altrui perché chi manda in giro certe idee ha già un piano B per il nostro pianeta e il proprio futuro.
Chissà forse ci stanno distruggendo per creare un nuovo corso per l’Umanità, tanto loro, vanesi, andranno su Marte prigionieri di qualche stazione spaziale a guardare la terra rossa e desolata tutto il giorno, dopo aver desertificato il pianeta più bello che ci sia: il nostro.
Oggi viviamo il dramma di una democrazia vuota di regole, che ci consegna alla schiavitù dell’insicurezza, dove i delinquenti la fanno franca e gli innocenti subiscono. Ci sono leggi piene di cavilli che rendono la certezza della pena solo per i poveri disgraziati ladri di polli, mentre tutti gli altri scorrazzano e fanno vittime, tutto a favore del più bieco e furbo populismo che genera e amplifica ancora più danni di quanti la delinquenza e la malavita non ne generino già, lasciandoci prigionieri e privi della nostra sacrosanta libertà.
Perché essere liberi vuol dire anche uscire sapendo di rincasare sani e salvi a qualsiasi ora, vuol dire stare a casa propria sapendola un luogo sicuro, vuol dire che se si è fragili e anziani non si deve sempre essere esposti a truffe continue (in realtà le truffe di ogni genere colpiscono tutti…ovviamente quelli del ceto medio o simili mica gli altri). Ma avendo depotenziato le regole nella democrazia pare che essa stessa sia il problema e non la struttura portante che ne gestisce e regola la vita.
Ecco ci vorrebbe un nuovo Planetario e inesorabile 25 aprile, che ci possa liberare da tutto questo dandoci il diritto alla vita, una vita sana e felice che nel terzo millennio deve essere per tutti. Una vita piena di pace e prosperità, che sia fatta di collaborazione di viaggio e conoscenza, una universale umanità pacifica che resta Umana e va verso un futuro che sia prospero.

Per tutti però!

Auguri e buona Festa della Liberazione.

Mariantonietta Valzano

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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2 risposte a Il punto di vista – “La liberazione dei vinti di oggi”- di Mariantonietta Valzano


  1. Egregia dottoressa Valzano,
    complimenti per come ha scelto anche lei di celebrare non ritualnente questo 25 aprile, mettendo l’accento sulle cose che non vanno, che vanno risolte in positivo. La triste esistenza del popolo iraniano pieno di dignità, le perduranti differenze tra i poveri che non hanno i mezzi per difendersi e i ricconi che invece ls fanno sempre franca potendo far scadere i ermini dei processi. La Resistenza è stata fatta non solo per liberarci dalla dittatura ma anche per una società diversa, più giusta. Ciò di cui lei ha ben scritto.
    Buon 25 aprile. Cordialmente Silvio Valdevit Lovriha

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