Oggi, 25 Aprile, mi torna in mente la potenza dell’ “Epigrafe” di Piero Calamandrei, forse il testo più fiero, civile e potente dell’intero dopoguerra italiano. Non è solo una poesia, ma una risposta politica e morale scolpita nel marmo. Nel 1952, il comandante nazista Albert Kesselring, responsabile di stragi atroci in Italia (come Sant’Anna di Stazzema (Lucca), Marzabotto (Bologna) e Fosse Ardeatine), fu rilasciato per motivi di salute. Tornato in Germania, dichiarò pubblicamente che gli italiani avrebbero dovuto essere grati per il suo comportamento e che avrebbero fatto bene a erigergli un monumento. Calamandrei, giurista e padre della Costituzione, rispose scrivendo questo testo, che fu poi inciso su una lapide nel Palazzo Comunale di Cuneo.
In un mondo che spesso dimentica il valore delle istituzioni e del sacrificio civile, le sue parole risuonano più attuali che mai, perché ci ricordano che la libertà non è un dono scontato, ma il risultato di una scelta collettiva, e celebrare ancora il 25 aprile significa rinnovare quell’impegno verso i valori costituzionali e la partecipazione democratica. Calamandrei ci ha insegnato che la Resistenza non è solo una data sul calendario, ma un impegno quotidiano affinché l’ingiustizia non rinasca mai più. [M.R.Teni]
Lo avrai camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su questo macigno
finché un giorno l’ingiustizia rinasca
in questa terra
troverai noi sempre ai nostri posti
morti e vivi con lo stesso impegno
intorno a quel monumento che si chiama
Ora e sempre
RESISTENZA.
Piero Calamandrei

