“C’era una volta” di Maria Rosaria Teni

editorialeC’era una volta la primavera. Rappresentava il risveglio della natura, la rinascita dal lungo torpore invernale, il rinvigorimento di ideali di libertà in nome di una rinnovata voglia di vivere senza condizionamenti e pregiudizi. C’era una volta il mare pulito. Un mare limpido, la sabbia fine e i castelli inventati dalla fantasia di bambini gioiosi. C’era una volta l’attesa. Tutto rappresentava una novità e anche le più piccole occasioni di festa erano occasioni di incontri, di confronti, di condivisione. C’era una volta la celebrazione di anniversari importanti, di quelli che hanno fatto la storia e che vorrebbero essere ricordati perché sono stati precursori di libertà inimmaginabili soltanto un secolo fa. Oggi, mi guardo attorno e nel considerare il vicino passato non ritrovo le stesse condizioni che solo poco tempo fa erano implicite nel nostro vivere quotidiano. Sono cambiate persino le stagioni, che ad aprile fanno pensare che sia arrivato Natale e cresce sempre più lo sgomento per un pianeta che si sta consumando tra l’indifferenza e l’incuria. Guardo il mare e mi balzano davanti agli occhi le vittime innocenti di recenti naufragi che le onde riportano a galla, tra sospiri e lamenti. In fondo al mare giacciono vite e sogni, aspirazioni e speranze, ora riposte tra fondali inquinati da plastica e rottami. Sulla sabbia croci e scarpe fradicie, giocattoli rotti, non da mani impazienti di bambini vivaci, ma da mareggiate irruente che si sono abbattute su esili corpi. Gli anniversari ci attraversano senza scalfirci, perché siamo ombre al riflesso di quello che una volta era il senso di appartenenza, di rappresentanza di civiltà e solidarietà. Si crede ancora in quella libertà che i nostri padri hanno conquistato con il sangue oppure la nostra è solo una libertà alienata, suggestionata dalla possibilità di possedere un cellulare e condividere post, magari anche senza che si valuti consapevolmente la portata di un’opinione o di un ideale?  In che cosa consiste oggi la nostra attesa? Cosa aspettiamo e soprattutto cosa cerchiamo? A volte potrebbe essere comodo adagiarsi su uno stato di cose che consente una relativa sopravvivenza, portando inevitabilmente ad abituarsi alla consuetudine di quotidianità garantiste, dove anche i riferimenti sociali si dilatano e si protendono verso l’apparenza e l’effimero. Ogni tempo ha le sue peculiarità, ma quelle stesse che oggi caratterizzano il nostro vivere contemporaneo ci stanno portando inevitabilmente verso una mediocrità di pensiero, una spersonalizzazione dell’essere umano che progressivamente segue le correnti a seconda del vento che spira su di esse, assumendo sempre più sembianze omologate alla società in cui vive. In questo tempo, intanto, mi chiedo che fine faremo noi esseri umani, pellegrini su una strada che si va sgretolando sempre di più. Mi piace concludere citando Zygmunt Bauman, una delle voci più illuminanti della contemporaneità: “Incertezza del futuro, fragilità della propria condizione sociale e insicurezza esistenziale − queste onnipresenti compagne di vita in un mondo liquido-moderno.”
Maria Rosaria Teni

 Presi un sorso di vita

Presi un sorso di vita –

Vi dirò quanto l’ho pagato –

Esattamente un’esistenza –

Il prezzo di mercato, dicevano.

Mi pesarono, granello per granello –

Bilanciarono fibra con fibra,

Poi mi porsero il valore del mio essere –

Un singolo grammo di cielo!

Emily Dickinson

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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3 risposte a “C’era una volta” di Maria Rosaria Teni


  1. Nella società moderna gli uomini sono stati sostituiti dai mezzi uomini, dagli ominicchi e dai molti quaquaraquà. Ed ecco che i valori autentici sono stati stati sostituiti dalla vuota apparenza, in cui tutto “fa brodo” per non dire brodaglia

  2. Avatar di Marcello Marenaci Marcello Marenaci scrive:

    Cara Esimia Poetessa Maria Rosaria, condivido pienamente la tua analisi, un mondo che ha perso i valori della vita, uno stravolgimento dell’essere.

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