“La metamorfosi del pensiero musicale: l’evoluzione della Forma-sonata da Haydn a Schumann” – “Incontri sul pentagramma” – a cura di Maria Rosaria Teni

Il passaggio tra Settecento e Ottocento rappresenta una fase di profonda trasformazione nella storia della musica occidentale, che investe non solo il linguaggio compositivo, ma anche il significato attribuito all’esperienza musicale. In questo contesto, la musica strumentale, e in particolare la sinfonia, assume un ruolo centrale, passando da forma di intrattenimento colto a linguaggio autonomo, capace di esprimere contenuti di natura estetica e filosofica, da forma regolata e condivisa, esso diventa progressivamente spazio di espressione dell’interiorità. Dalla stabilità formale del Classicismo, rappresentata da Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart, si sviluppa progressivamente una concezione della musica come espressione privilegiata della soggettività, che trova in Ludwig van Beethoven il suo punto di svolta. All’interno di questo processo, la forma-sonata si configura come il principale dispositivo di organizzazione del discorso musicale, in cui la struttura diventa progressivamente il luogo di articolazione dell’espressione soggettiva.

Le radici della forma-sonata possono essere individuate nella prassi barocca, in particolare nella struttura bipartita della suite, e nella produzione di Domenico Scarlatti. Le sue sonate per clavicembalo presentano infatti un’organizzazione formale basata su due sezioni speculari, fondate sul rapporto tonale tra tonica e dominante. Pur caratterizzate da un impianto monotematico, esse introducono principi fondamentali come la polarità armonica e la ripresa variata del materiale tematico, che costituiranno elementi essenziali nello sviluppo successivo della forma.

È tuttavia con Joseph Haydn che la forma-sonata raggiunge una prima sistematizzazione. La struttura tripartita in esposizione, sviluppo e ripresa si stabilizza come modello normativo, fondato su un equilibrio tra unità e varietà. Centrale è il principio di elaborazione tematico-motivica: a partire da cellule semplici, il discorso musicale si sviluppa attraverso processi di trasformazione e variazione. In questo contesto, anche il cosiddetto monotematismo haydniano va interpretato non come riduzione della varietà, ma come rafforzamento della coerenza interna del discorso, in cui il contrasto è affidato più alla dimensione tonale che alla differenziazione tematica.

Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart eredita questo impianto formale, ma ne modifica sensibilmente l’equilibrio interno. Nelle sue opere, la distinzione tra le diverse aree dell’esposizione risulta più marcata, e il contrasto tra i gruppi tematici si accentua sia sul piano melodico sia su quello espressivo. La forma-sonata acquista così maggiore articolazione e varietà, senza perdere la coerenza strutturale, configurandosi come un sistema flessibile ma ancora pienamente riconducibile a principi normativi.

Ludvig van Beethoven

Un punto di svolta decisivo si realizza con Ludwig van Beethoven. Nella sua produzione, la forma-sonata viene sottoposta a un processo di ampliamento e ridefinizione che ne modifica profondamente la funzione. L’estensione delle dimensioni formali, l’intensificazione dello sviluppo motivico e la crescente complessità delle relazioni tonali trasformano la struttura in un processo dinamico, non più interamente prevedibile. La forma tende a coincidere con il proprio sviluppo interno, e i contrasti tematici assumono un valore che va oltre la semplice funzione strutturale, configurandosi come elementi di tensione espressiva.

Questo mutamento si inserisce in un più ampio contesto teorico. Nel pensiero filosofico tedesco tra Sette e Ottocento, la musica viene progressivamente interpretata come linguaggio privilegiato della soggettività. In tale prospettiva, essa si distingue dalle arti figurative per la sua natura non rappresentativa e per la capacità di esprimere contenuti non determinati concettualmente. La nozione di “musica assoluta” si sviluppa proprio in questo contesto, indicando una forma di espressione autonoma, svincolata da riferimenti extramusicali espliciti.

Parallelamente, la struttura della sinfonia classica, articolata in quattro movimenti (Allegro in forma-sonata, Movimento lento, Minuetto o Scherzo, Finale), continua a costituire un punto di riferimento, ma viene progressivamente reinterpretata. In particolare, la sostituzione del Minuetto con lo Scherzo e la crescente integrazione tra i movimenti contribuiscono a rafforzare il carattere dinamico e processuale dell’intero ciclo.

Nel corso del Romanticismo, la tensione tra struttura formale ed esigenze espressive diventa sempre più evidente. Da un lato, permane il riferimento ai modelli classici; dall’altro, si afferma una tendenza alla “semantizzazione” della forma, intesa non più come semplice organizzazione del materiale, ma come veicolo di significati. In questo contesto si sviluppa anche la musica a programma, che introduce elementi narrativi e descrittivi all’interno della composizione strumentale.

In Robert Schumann, tali tensioni raggiungono un grado particolarmente elevato. La forma-sonata conserva elementi riconducibili al modello classico, ma le sue funzioni interne risultano profondamente trasformate. Le sezioni tendono a sovrapporsi, i confini formali si attenuano e le relazioni tonali si fanno più complesse. Inoltre, la centralità della dimensione lirica e la cosiddetta “poetica del frammento” contribuiscono a mettere in discussione l’idea di sviluppo lineare tipica della tradizione classica.

Gli sviluppi successivi, in autori come Franz Liszt, portano a ulteriori trasformazioni, tra cui l’adozione della forma ciclica e la tendenza a concentrare l’intero ciclo sinfonico in un unico movimento. In questo modo, la forma-sonata perde definitivamente il suo carattere normativo, diventando un ambito di sperimentazione in cui si intrecciano elementi strutturali, espressivi e, talvolta, extramusicali. Analoghe dinamiche si riscontrano anche in contesti successivi, come nella produzione di George Enescu, dove la tradizione formale si combina con influenze folkloriche e con una progressiva ridefinizione del linguaggio tonale.

Alla luce di questo percorso, l’evoluzione della forma-sonata può essere interpretata come un processo di progressiva trasformazione da modello normativo a struttura aperta. Se nel Classicismo essa rappresenta un principio di organizzazione fondato su equilibrio e coerenza, nel Romanticismo diventa il luogo in cui si manifestano tensioni espressive, istanze soggettive e nuove concezioni della forma musicale.

La storia della forma-sonata evidenzia, dunque, come le strutture musicali non siano entità statiche, ma dispositivi storicamente determinati, soggetti a trasformazioni legate ai mutamenti del contesto estetico e culturale. Dal paradigma classico dell’equilibrio formale si passa a una concezione processuale, in cui la struttura si definisce attraverso il proprio sviluppo interno. Ne deriva una ridefinizione del rapporto tra forma ed espressione: non più ambiti distinti, ma dimensioni interdipendenti, la cui interazione costituisce uno degli elementi fondamentali del pensiero musicale tra Sette e Ottocento.

Maria Rosaria Teni

Indicazioni bibliografiche:
Charles Rosen, Le forme sonata, Torino, EDT, 2011
Antonio Grande, Lezioni sulla forma sonata, Roma, UniversItalia, 2015
Carl Dahlhaus, Beethoven e il suo tempo, Torino, EDT
Carl Dahlhaus, Fondamenti di storiografia musicale, Firenze, Discanto, 1980.
Piero Buscaroli,  Beethoven, Milano, Mondadori, 2020.
Mario Carrozzo e Cristina Cimagalli, Storia della Musica Occidentale, voll. 2 e 3, Roma, Armando
Elvidio Surian,  Manuale di Storia della Musica, vol. III, Milano, Volontè e Co, 2015.

 

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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