
Uno dei simboli del Natale è il ginepro. Il ginepro deriva dal nome celtico “juneprus”,che significa acre,tale significato è attribuito molto probabilmente al sapore dei suoi frutti. Il nome botanico è Juniperus communis ed appartiene alla famiglia delle conifere ed è originario dell’Area Mediterranea e del Nord America. In passato veniva bruciato per tenere lontane le pestilenze e gli spiriti malvagi, in particolare fino all’inizi del novecento nelle campagne emiliane si usava bruciare un ramo di ginepro la sera di Natale, di S.Silvestro e dell’Epifania ,il suo carbone, come quello del ceppo di quercia, veniva poi utilizzato durante l’anno proprio per scacciare la sfortuna e gli spiriti maligni. La sua cenere era invece simbolo di umiltà. Le bacche e le sue foglie erano usate in antichità contro la peste ed il morso dei serpenti. Il francescano Maurizio da Tolone, nel 1500, compose dei profumi utili a disinfettare le navi provenienti da luoghi infetti. Il fatto che potesse curare dal morso dei serpenti fece in modo che la tradizione cristiana lo elevasse a simbolo di purificazione dei peccati,essendo i serpenti emblema del peccato. Una leggenda narra che Maria in fuga da Erode trovò rifugio proprio tra i rami di ginepro e che la stessa croce di Gesù sarebbe stata fatta col legno di Ginepro.
©Maria Rosaria Perrone
