“Sonetto 55” di William Shakespeare

Né il marmo né i dorati monumenti
dei principi sopravvivranno a questa possente rima
ma, qui contenuto, tu splenderai più luminoso
che pietra non spazzata, insozzata dal lurido tempo.
Quando la guerra devastatrice rovescerà le statue
e i tumulti sradicheranno le muraglie,
né la spada di Marte né il convulso fuoco della guerra
bruceranno la vivente testimonianza della tua memoria.
Contro la morte ed ogni nemica dimenticanza
tu incederai., e la tua lode troverà sempre spazio
agli occhi di tutte le età future
che consumeranno questo mondo fino all’estrema sorte.

Così fino al Giudizio, quando tu stesso risorgerai,
tu vivi in questa poesia, e dimori negli occhi degli amanti.
[traduzione di Alessandro Serpieri]

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ph  Eleonora Mello

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Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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2 risposte a “Sonetto 55” di William Shakespeare


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