In lieta compagnia, nel locale Lu Spilusu di Arnesano, ho avuto modo di ascoltare Mino De Santis e le sue storie. Nei testi in dialetto delle sue canzoni riaffiorano le atmosfere del Salento. Protagonisti sono gli emigranti, le storie di paese sia liete che tristi. Anche gli animali diventano metafora dell’ esistenza e spunti per riflessioni sociali. Attraverso la sua calda voce e gli accordi della sua chitarra si possono assaporare tranche di vita di un luogo, di chi ci ha vissuto, di chi ci vive, o di chi magari è costretto a lasciarlo per cercare fortuna altrove. Il testo che emblematicamente racchiude in sé tutto questo è “Arbulu te ulia”.
Maria Rosaria Quarta

