“D’agosto” di Giuseppe Ungaretti

“D’agosto”, composta nel 1925,  fa parte di “Sentimento del tempo”, la seconda grande raccolta poetica di Giuseppe Ungaretti, la cui prima pubblicazione completa risale al 1933. È una delle liriche più dense ed enigmatiche di Ungaretti  e appartiene alla fase de “La fine di Crono”: Crono, il dio del tempo, che divora ogni cosa, viene qui rappresentato metaforicamente come uno degli effetti del tempo distruttore: l’estate non è più la stagione della pienezza, ma della consunzione, della rovina e del riaffiorare delle ceneri del passato.  Ogni parola è estremamente concentrata e simbolica: ogni immagine racchiude molteplici significati e rimandi culturali e nella versificazione densa e simbolica la stagione estiva perde ogni connotazione idilliaca, perché quella  luce eccessiva, di cui è pervasa, brucia, svuota e riduce ogni cosa a rovina. Il paesaggio diventa un grande “memento mori”: le messi sono piegate, le pietre assumono l’aspetto di teschi, le rovine riaccendono la memoria della caducità delle civiltà. La domanda conclusiva all’Erebo conferisce alla poesia una dimensione mitica e universale, come se quella forza distruttrice provenisse dagli abissi stessi dell’esistenza. Questa poesia, a mio parere eccelsa,  mostra un Ungaretti capace di trasformare un paesaggio estivo in una meditazione sull’inesorabile consumarsi della vita: il sole d’agosto non illumina, ma rivela la fragilità dell’uomo e di ogni opera umana davanti al tempo e alla morte. [M.R.Teni]

Avido lutto ronzante nei vivi,

Monotono altomare,

Ma senza solitudine,

Repressi squilli da prostrate messi,

Estate,

Sino ad orbite ombrate spolpi selci,

Risvegli ceneri nei colossei…

Quale Erebo t’urlò?

Giuseppe Ungaretti

 

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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