DIVAGAZIONI LETTERARIE: FRANCA VIOLA: un inno all’emancipazione ed alla libertà – a cura di Myriam Ambosini

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Io non sono proprietà di nessuno. Nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi fa certe cose, non chi le subisce“.
Queste le parole, coraggiose e rivoluzionarie che pronunciò, non ancora diciottenne, una ragazza della profonda Sicilia alla fine degli anni quaranta del Novecento.
Alcamo, 26 dicembre del 1965 … Era una giornata fredda anche per la Sicilia ed ancora la casa conservava gli odori ed i semplici ornamenti di un Natale appena passato.
Franca VIOLA si stringe nel pesante maglione che la protegge dai rigori invernali, in casa con lei ci sono sua madre ed il fratellino Mariano, a lei legatissimo, di soli otto anni. D’improvviso la furia si abbatte su quella famigliola, che forse sta ancora ricordando le piccole cose gioiose della festa appena trascorsa e rimira il presepe che, soltanto da quella notte, accoglie nella greppia il Bambinello. La porta viene brutalmente abbattuta e ben dodici uomini penetrano a forza nell’abitazione. Li comanda Filippo Melodia, l’ex fidanzato di Franca, rifiutato sia da lei che dai suoi genitori, dopo che avevano scoperto che si era reso colpevole di un furto e che, soprattutto, apparteneva ad una banda mafiosa. Filippo non ci sta … Non ammette quel rifiuto e vuole prendersi con la forza ciò che, per libera scelta, gli era stato invece tolto e negato.
La madre che tenta di difendere la figlia viene malmenata e spintonata a terra, Franca viene trascinata via a forza, insieme al fratellino che si è aggrappato a lei e non vuole lasciarla andare.
Ciò che segue, nei giorni a venire, sarà altra violenza pura, prevaricazione, umiliazione. Franca VIOLA, rapita e segregata in un casolare, verrà minacciata, malmenata, brutalmente violentata da Filippo Melodia. Per ben otto giorni si accaniranno su di lei e Filippo vuole a tutti i costi strapparle il consenso al cosiddetto “matrimonio riparatore”, ma Franca, vessata ed intimorita, non cede.
Dopo gli otto terribili giorni nel Casolare, Franca Viola verrà portata nella casa della sorella di Filippo Melodia. Da lì i familiari di Melodia contatteranno la famiglia di Franca per “la paciata”, cioè l’accordo per il matrimonio riparatore. I famigliari di Franca Viola fingono di accettare, ma in realtà avvisano i carabinieri che il 2 gennaio arresteranno Filippo Melodia e complici.
Una famiglia compatta quella dei Viola, in una Sicilia purtroppo ancora arretrata e legata a consuetudini misogine ed ancora quasi medioevali. Nonostante le minacce, la distruzione dei vigneti e dei fienili, questa famiglia coraggiosa non cederà mai, così come Franca che, anche se sarà costretta ad affrontare anche un processo, non si piegherà di fronte a qualsiasi forzatura e ne uscirà pienamente vincitrice.
Filippo Melodia sconterà la sua pena ed, uscito dal carcere, verrà ucciso dalla stessa violenza che lui stesso amava praticare ed imporre.
Franca invece si sposerà con un uomo da lei amato e liberamente scelto e si costruirà una famiglia felice, che tutt’ora le fa vivere la sua vita in totale armonia, con sé stessa e con chi le è vicino.
Ma per i tempi che si era trovata a vivere Franca VIOLA diverrà un simbolo ed un’icona di libertà femminile. A lei e soprattutto a lei si dovrà tutta una rivoluzione di leggi nell’amaro contesto in cui era ancora considerata e relegata la donna, in particolar modo nel profondo Sud.
Con la legge del 5 agosto del 1981 -art. 442 – verrà definitivamente abrogato l’articolo 544 del codice civile penale che estingueva il reato di sequestro e violenza se l’aggressore sposava la vittima.
Bisognerà comunque aspettare il 15 febbraio del 1996, quando finalmente quel tipo di reato non sarà più considerato soltanto contro la moralità pubblica e il buon costume, ma come “DELITTO CONTRO LA PERSONA”.
Purtroppo è ancora una piaga aperta e non completamente risolta quella dei rapporti interpersonali e di forza “uomo/donna” – vedi il penoso problema del “femminicidio”,  che qualcuno, proprio in questi giorni vorrebbe fare declassare a Comune “omicidio”, ma noi donne italiane dobbiamo comunque essere molto grate a Franca VIOLA … A quella giovanissima donna che non si lasciò piegare e da sola combatté per un ideale di emancipazione e di libertà che invece ci riguarda tutte!

MYRIAM AMBROSINI

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Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
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