In un colloquio con la Storia, Rosa Anna Valletta, professoressa di lettere, nel suo romanzo “La forza della vita-Parlami”, pubblicato da Edit Santoro di Galatina, dà prova di autorevole attitudine narrativa. Attraverso una scrittura immediata e agile, l’autrice dà vita a un tessuto compositivo in cui esperienza vissuta e contesto storico-sociale di un determinato periodo si intrecciano e si completano, in uno scambio altamente significativo che tocca sia la narrativa memorialistica, la saggistica e le documentazioni fotografiche, in un armonico tessuto strutturale. Nell’introduzione rifulge la dedica alla cara madre, fulcro attorno a cui si dipana la narrazione e che si rivela essere di ispirazione per l’autrice che, con tratto sicuro, adotta una scrittura vigorosa che si muove tra Palermo e San Cesario, tra la Sicilia e il Salento, con ondate di migrazioni e di ritorni, in compagnia di una valigia di cartone, in un periodo storico che vedeva già l’instaurarsi del regime fascista e l’evolversi di conflitti per la conquista di terre al di là dei confini italiani. Mentre la Seconda Guerra Mondiale è alle porte scorre la vita di generazioni di uomini e donne intercalata ad avvenimenti che hanno segnato la società in un percorso storico assai complicato da crisi e trasformazioni sociale. Leggere “La forza della vita” è come assistere ad un film in bianco e nero, dove sfidano volti e luoghi che, col tempo, si ritrovano mutati dal trascorrere di tante stagioni. L’avvento del televisore e dei nuovi mezzi di comunicazione hanno reso possibile fissare immagini che oggi sono diventati i ricordi e simboli di un tempo in cui, pur tra tante difficoltà, resisteva il culto dell’educazione e del rispetto. Non mancano momenti ricchi di emozione e si percepisce il profondo senso di gratitudine e di affetto che l’autrice dimostra nel raccontare vicissitudini che in fondo fanno parte della vita; Rosa Anna li rende palpabili e instaura un profondo legame di empatia con i protagonisti che balzano dalla pagina per diventare reali e vicini, quasi fino a sentire il desiderio di conoscerli e di parlare con loro. Le piccole cose della nostra esistenza che hanno rappresentato la quotidianità diventano mute testimonianze della nostra storia. Come scrive Borges “Dureranno più in là del nostro oblio” e quella borsa nera, da cui prende avvio l’intera narrazione, resta nel cuore continuerà a parlare di noi. La borsa della madre, Anna Zaccaria, è uguale alla forza della vita; una borsa chiusa da tempo in cui si trova il messaggio più importante: la forza della vita, scritto su tanti piccoli pizzini, ognuno dei quali reca un pensiero per ogni suo stato d’animo o un vero e proprio messaggio per i suoi cari. La borsa della madre assurge al centro della storia della famiglia e diventa il correlativo oggettivo di un sentimento che l’autrice continua a provare, nonostante il passare del tempo che non è solo personale, ma che diventa condiviso.
Fatti e avvenimenti che hanno scosso l’Italia dei primi anni del secolo scorso fino a proseguire ai nostri giorni sono narrati con partecipazione e attraverso flashback che si alternano a ricordi personali e rievocazioni storiche: la furia della guerra, le alluvioni che hanno causato tantissimi danni e altre avversità sono riproposte e ripercorse nelle pagine che Rosa Anna impreziosisce dei suoi ricordi e delle sue note di affetto, soprattutto nei confronti di genitori mai scordati e amati che, da un momento all’altro, si ritrovano a dover cambiare vita da un momento all’altro in seguito a vicissitudini e che sono narrate in maniera completa e partecipata. La scrittura è fluida e scorrevole e denota la capacità dell’autrice di gestire lo strumento linguistico in maniera appropriata e consapevole, riuscendo a creare infine un’aspettativa che si completa e si realizza nella conclusione del libro. Nella sua opera Rosa Anna assolve brillantemente il difficile compito di collegarsi al passato nell’intento di non dimenticarlo e nel proposito di guardare al futuro, valorizzando la grande eredità di ciò che la Storia ci ha consegnato.
Un libro, dunque, che merita grande attenzione e che deve essere letto per comprendere l’importanza del ricordo e dei sentimenti.
Maria Rosaria Teni
