Fra gli artisti italiani più eclettici c’è senz’altro Ugo Nespolo, nato a Mosso Santa Maria (Biella) nel 1941. Si è diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti e laureato in Lettere Moderne all’università di Torino, dove ha lo studio, vive e lavora, conservando uno spirito giovanile. L’esordio in pittura è da collocarsi intorno agli anni sessanta, epoca in cui si affermava anche in Italia la pop art americana di Andy Warol (conosciuto da Nespolo negli Stati Uniti), tramite gli artisti di Piazza del Popolo a Roma: Franco Angeli, Tano Festa, Mimmo Rotella, Mario Schifano…
La pittura di Nespolo, pur tenendo presenti le correnti del periodo, si manifesta in forma assolutamente personale, con impronta trasgressiva, ironica e ludica. Le sue sperimentazioni si estendono in nuove forme e materiali diversi: alabastro, ebano, avorio, porcellane, argento…e inserimenti nel campo artistico industriale (vetrerie Barovier&Toso, insegne commerciali…) convinto che l’artista debba”portare l’arte nella vita”.
Nespolo si distingue anche come promotore e regista di film apportanti spazi nuovi a pittori dell’epoca. I suoi colori sono luminosi e le sue sperimentazioni sul colore hanno contribuito allo sviluppo dell’estetica contemporanea. Le sue pennellate hanno combinazioni di colori e sono decise e dinamiche, ricche di dettagli, variazioni di toni e attento studio di luci e ombre.
Nella mia passione per l’arte, avevo seguito lo sviluppo artistico di Nespolo e, nel mio desiderio di simbiosi poesia/pittura, l’artista rientrava nelle mie preferenze. Gli inviai la silloge “Caleidoscopio del Tempo” che aveva avuto l’approvazione e la presentazione di Giorgio Barberi Squarotti che conosceva. Accettò di buon grado e mi inviò.l’opera accompagnata da uno scritto a macchina con il mio ritratto mentale, disegnato iudicamente, mettendo in rilievo, come del resto nel lavoro di copertina, le caratteristiche erotiche di alcune poesie.
Anche in questo caso il suo spirito ironico si era originalmente manifestato. Non posso a questo punto non ricordare che l’edizione era per Agielle di Mario Colombo, un vero mecenate, che ha patrocinato una decina di mie pubblicazioni.
Anche il quadro di Nespolo, a me donato, spicca nella collezione e mi ricorda anni felici.
Lucio Zaniboni
