
Nella lirica vibra la sottile nostalgia del ricordo, l’eco di una dimensione sospesa tra le corde di una memoria che si sublima in versi scanditi da un lessico nitido, veicolo di preziosismi linguistici e figure retoriche di elevata incisività. Atmosfera crepuscolare che diffonde “un profumo antico” e fa percepire suoni e visioni, donando sensazioni che si innalzano nella sfera del metafisico, al di sopra di una realtà aspra e dolente. [ Maria Rosaria Teni]
Tace ogni cosa.
Nel vuoto che precede la memoria
l’anima si tende
in cerca di ciò che era.
Un macigno invisibile
le chiude il passo:
non ricorda
chi eravamo,
ma sente che c’eri.
C’è un profumo antico
tra le pieghe del tempo,
un’ombra che danza
e svanisce
al calar del sole.
Resto inchiodata
al groviglio della non memoria,
la vita frenata
da un nodo senza nome.
Le anime danzano.
Si riconoscono
oltre i confini del visibile
e non si lasciano più.
Ma il mondo
ci vuole sordi.
Un sistema ci plasma,
incatena il pensiero,
veste i corpi
di silenzio e meccanica obbedienza.
Eppure
qualcosa resiste.
L’attesa
è già un atto di libertà.
Moira Campagnolo

ph Vincenzo Santillo
