
“Il punto di vista” di Mariantonietta Valzano
Il 13 maggio è venuto a mancare l’ex Presidente dell’Urugay. Josè Alberto Mujica è stato un uomo che ha combattuto per il suo Paese, capace di sopportare il carcere per le sue idee, capace di trovare la forza della sua azione politica nella semplicità della comunicazione come nella sua vita. Si unì ai Tupamaros negli anni settanta e subì le conseguenze di tale scelte con il carcere e le torture durante la dittatura militare dal ’73 all’85 del secolo scorso. Poi negli anni 2000 si espresse nella vita politica fino a diventare Presidente nel 2009. È stato capace di affermare che se la gente non sta bene è inutile incaponirsi su posizioni ideologiche, che non portano a cambi di rotta. Nel periodo in cui è stato Presidente ha incrementato notevolmente la sanità e l’istruzione senza tralasciare di curare e favorire lo sviluppo economico, riducendo drasticamente la povertà in tutto il Paese. In tutta la sua vita è stata una persona umile; quando è diventato Presidente ha continuato a guidare la sua vecchia utilitaria, a vivere nelle sua casa e nella sua terra dove assieme alla moglie coltivavano fiori. Donava regolarmente il 90% del suo stipendio in beneficienza ed è diventato per tutti un esempio di saggezza e lungimiranza. “Non possiedo molte cose perché dovrei lavorare troppo per mantenerle e sacrificherei la mia libertà” questa la sua filosofia, che come obiettivo ha avuto sempre libertà, felicità e stare bene, senza prevaricazione, ma in una integrazione efficace all’interno della società. Spesso ha spronato i giovani a seguire i propri sogni, guardando sempre all’essenza della felicità, perché il lavoro non deve schiacciare le persone nei suoi ingranaggi oppressivi di produttività. Non era raro sentirlo dire, al termine delle riunioni, che si doveva recare a casa per aiutare sua moglie a raccogliere i fiori e quindi i lavori si dovevano concludere. Era sempre accogliente con tutti, sia con i potenti che con i giornalisti che lo andavano a trovare, ricevendoli nel suo giardino su quelle sedie di plastica su cui sedeva sorseggiando una tazza di tè. Quando parlava alle Nazioni Unite era un soggetto da cui imparare, sempre sul pezzo e sempre oscurato da una poca circolazione delle sue idee e dei suoi discorsi a vantaggio di tanti altri politici che invece di saggio e lungimirante non avevano granché. Oggi che non c’è più è rimasto l’insegnamento e i suoi libri, è rimasta la sua essenza con cui costruire almeno un’alternativa al solito neoliberismo che sta strozzando la maggior parte della popolazione mondiale. Ma la sua voce è così gentile e non invadente che ci vuole tanta attenzione per ascoltarla e non soffocarla sotto le grida di chi ha interesse a non farla conoscere.
Ma noi siamo dei grandi ascoltatori.
Mariantonietta Valzano

Un esempio di uomo e politico coerente e umile.
Molto volentieri! Ne riparleremo con calma e le darò maggiori info.
Grazie!
Perfetto, grazie!
Grande Pepe! ❣️
Unico, a breve un editoriale su di lui, un Uomo speciale!
Davvero! Personalmente, ho avuto modo di approfondire i suoi scritti, nell’Ambito di un Progetto legato all’Ambiente, che ho portato avanti con Mostre d’Arte e Reading. I suoi scritti e l’Enciclica di Papa Francesco, il nostro “Faro”.
Molto interessante 👏
I prossimi Eventi del Progetto “Terra Nostra ascoltiamola”, sono previsti per febbraio 2026…
Magari potrebbe condividerli sulla nostra rivista