PILLOLE DI MITOLOGIA è una nuova rubrica curata dalla nostra collaboratrice MARIA ROSARIA PERRONE. Affascinata dai racconti mitologici sin da bambina, un po’ di anni fa sul suo blog ha creato una rubrica sugli Dei e i Miti, degli scritti che avevano il compito della mera conoscenza elementare e soprattutto di innescare la curiosità all’approfondimento, corredandoli con immagini e, quando disponibili, quadri dei miti. Il blog è ormai chiuso perché la piattaforma non esiste più. Maria Rosaria Perrone ha avuto la lungimiranza di salvare a mano a mano questi post e oggi li ripropone sulla rivista Cultura Oltre, nella speranza che siano graditi. Buona lettura!
Le Muse
Le Muse erano delle dee greche della poesia, della musica, della danza e delle arti in generale. La parola musa deriva dal greco “mousa” è collegata a mousike “musica”. Erano figlie di Zeus e di Mnemosine, ossia il dio dell’ordine universale e della dea della Memoria e questa è sicuramente una metafora per indicare quanto nella tecnica tradizionale della composizione orale, prima della diffusione della scrittura, ci si affidasse al ritmo del verso e della memoria del cantore. Le Muse insieme o individualmente, si pensava ispirassero il canto e la poesia umana. L’Odissea di Omero, scritta circa nel 750 a.C.si apre con un appello ad una musa non specificata, perché aiuti il poeta a cantare il suo soggetto:
Musa, quell’uom di multiforme ingegno
Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra
Gittate d’Ilion le sacre torri …
Nel suo poema epico, La Tegonia”Esiodo descrive come le muse lo avessero avvicinato sul monte Elicona in Boezia e gli avessero infuso il dono del canto
<<Cominci il canto mio dalle Muse Elicònie, che sopra
l’eccelse d’Elicóna santissime vette han soggiorno,
e con i molli pie’ d’intorno alla cerula fonte
danzano, intorno all’ara del figlio possente di Crono.
Esse, poiché nel Permesso lavate han le tenere membra,
o d’Ippocrène nell’acque, oppur del santissimo Olmèo,
intreccian d’Elicona sui vertici sommi, carole
agili, grazïose: ch’è grande virtú nei lor piedi.(…)
(…)Quelle che il canto bello d’Esiodo ispirarono un giorno,
mentr’egli pasturava le greggi sul santo Elicona,
quelle medesime Dive narrarono a me ciò ch’io narro,
le Muse Olimpie, figlie di Giove, dell’ègida sire.(…)>>
Esiodo fu il primo ad enumerarle, fissandone il numero e il nome, ma solo in seguito si assegnò a ciascuna una funzione distinta.
Le nove muse:
CLIO Musa della Storia, trae il nome da kleos (gloria) o da kleiein (celebrare).
TALIA Musa della Commedia, deriva il nome da thallein (fiorire).
ERATO Musa della Poesia lirica e della anacreontica, deriva il nome da Eros (amore).
EUTERPE Musa della Musica. Il suo nome significa colei che sa piacere.
POLINNIA Musa della Retorica e dea della Musica vocale. Il suo nome deriva da poly (molto) e Hymnos (inno), oppure da mnasthai (ricordarsi).
CALLIOPE Musa dell’Eloquenza e della Poesia eroica. Il suo nome letteralmente significa bella voce ed è raffigurata con stilo e tavolette in mano.
TERSICORE Musa della Danza. Il suo nome significa che ama la danza.
URANIA Musa dell’Astronomia. Trae nome da Ouranos (cielo) ed è raffigurata come una vergine con in una mano un globo e nell’altra una verga.
MELPOMENE Musa della Tragedia, trae il nome da melpein (cantare).


– “Danza di Apollo con le Muse”Palazzo Pitti-Firenze-
Maria Rosaria Perrone
