
Per la rubrica “La tua poesia” pubblichiamo una lirica di grande delicatezza e suggestione, dal titolo “La chiesetta di S.Carlo”, del poeta Silvio Valdevit Lovriha, che ha impreziosito questa sua partecipazione con un personalissimo commento dell’opera:

Casarsa della Delizia
“Chissà quante volte Pier Paolo Pasolini, che abitava da queste parti, avrà calpestato questi viottoli di campagna, per arrivare a contemplare questa semplice chiesetta tra i filari, a godersi quest’oasi di pace. Chiesetta che fa da spartiacque fra S.Giovanni di Casarsa e Prodolone di S.Vito al Tagliamento, territori fonte di suoi significativi scritti giovanili.

fossato habitat delle lucciole
Di proposito ho adoprato la parola “spartiacque” perché fortunatamente l’elemento acqua qui abbonda da sempre, senza recar danni; anzi si rivela assai preziosa per le coltivazioni e i raccolti. Per esempio, penso che il Poeta si sarà senz’altro fermato anche lui per dissetarsi con l’acqua a getto continuo, fresca e buona, della fontanina agreste a due passi dalla chiesa. Forse l’ispirazione gli è venuta proprio da questi luoghi allorché scrisse della sua preoccupazione per le lucciole a rischio di estinzione, causa gli inquinamenti della terra, dell’aria, dell’acqua, per la diffusa e spesso eccessiva illuminazione con sparizione del buio, per le lucciole ovviamente essenziale.

fontana d’acqua di campagna
Quanti giovani di questi nostri anni duemila sanno, per averlo visto, del meraviglioso spettacolo notturno delle lucciole che danzano in continuazione? Pochi, molto pochi purtroppo! Posso testimoniare che lungo i fossati che ci sono nei dintorni della chiesetta S.Carlo, che servono a delimitare i vari appezzamenti di terreni, con un poco di fortuna, nella giusta stagione, le lucciole si possono ancora vedere, si può godere di questo gran regalo della natura. Anche in questo fazzoletto di habitat incontaminato si avverte comunque la preoccupante precarietà, il rischio che anche le lucciole spariscano del tutto per davvero. E del resto come si fa a non essere pessimisti, constatando che chi dovrebbe aver a cuore il tema dell’ecologia ha ben altro a cui pensare?”
Chiesetta di S.Carlo
S’arriva alla chiesetta
per stradine di campagna,
vialetti alberati
freschi, ombreggiati.
È tra vigneti
che paiono giardini
per tanto amor curati
come fossero bambini.
Aperta solo per il Patrono
inganna quel che appare,
non è in abbandono.
Resta lontana
l’arteria nuova trafficata:
tutta bianca, senza pretese
amena chiesetta risparmiata.
Silvio Valdevit Lovriha
Prodolone, 9 giugno 2024

