L’imminente pubblicazione del bando dell’ottava edizione del Premio letterario nazionale “Vitulivaria-memorial Gerardo Teni” e l’editoriale della nostra direttrice Maria Rosaria Teni sul “Perché la Poesia” mi conducono al tema della creatività.
Un tema affascinante che ha catturato l’interesse di studiosi, artisti e pensatori per secoli.
Molteplici sono le definizioni che la descrivono. Tra queste alcune, pur nel loro diverso approccio, ne riescono a dare, nel loro insieme, una prima idea utile a comprenderne la specificità in un insieme complicato e complesso di determinanti.
William James, nel 1890, la definì come “una transizione da un’idea a un’altra, una inedita combinazione di elementi, una acuta capacità associativa e analogica”. Questo concetto implica una rivoluzione della routine mentale, un’uscita dagli schemi del pensiero normale e la generazione di nuovi punti di vista. Cartesio affermava: “La ragione non è nulla senza l’immaginazione”, mentre Abraham Lincoln diceva: “Nella sua grandezza, il genio disdegna le strade battute e cerca regioni ancora inesplorate”
L’esplorazione, la ricerca, la curiosità e il bisogno sono quindi il motore di una creatività ponte tra immaginazione e realtà, tra vecchie idee e nuove, tra emozioni e riflessione e, più specificatamente, tra pensiero divergente e convergente.
Dove, in sintesi, il divergente è caratterizzato dalla generazione di molte idee diverse e originali partendo da un punto di partenza comune. È un processo creativo che si allontana dai modelli di pensiero tradizionali ed è caratterizzato dall’essere fluido, flessibile ed orientato alla creazione di soluzioni inusuali o fuori dagli schemi attraverso lo sviluppo e l’espansione delle idee.
Il convergente invece è focalizzato sulla selezione della migliore soluzione o risposta tra diverse opzioni. È un processo analitico e mirato a trovare una soluzione specifica attraverso il ragionamento logico e valutativo basato sulla precisione.
Mentre quindi il divergente è creativo e generativo il convergente è analitico e selettivo ma entrambi con la loro integrazione sono alla base del processo creativo.
Ovviamente, come abbiamo già scritto in altre occasioni, per tutte queste funzioni sono individuabili strutture anatomiche cerebrali e collegamenti funzionali neuronali.
In particolare l’emisfero dx del cervello nei destrimani (e viceversa) è coinvolto, tra l’altro, in funzioni non linguistiche, e si impegna nella elaborazione delle immagini e nella interpretazione emotiva mentre il sx ha prevalenti funzioni logiche e linguistiche.
La integrazione plastica e permanente tra le due parti avviene attraverso un ponte di fibre e neuroni che prende il nome di chiasma.
Con estrema semplificazione concettuale ai parla pertanto di cervello dx come quello del poeta e cervello sx come quello dell’ingegnere ben sapendo che è un insieme estremamente complesso che stà alla base dei nostri progressi conoscitivi e creativi.
La creatività nasce quindi dalla interazione tra l’emisfero destro e sinistro del cervello benché spesso associata, nel linguaggio comune e nella informazione di base, al solo emisfero destro.
Nasce sia dalla formazione di nuovi collegamenti neuronali diversi dagli esistenti sia da un equilibrio sapiente tra mappe e circuiti siti in emisferi erroneamente considerati, nel passato, in opposizione funzionale. tra loro.
Nel corso degli anni, infatti, la creatività è stata spesso associata a momenti di ispirazione artistica o a momenti di genialità scientifica. Tuttavia, la sua influenza si estende ben oltre questi ambiti, infiltrandosi profondamente nel tessuto del benessere personale. La creatività non è solo un mezzo per produrre opere d’arte o soluzioni innovative, ma è anche un potente strumento per migliorare la qualità della vita di ogni individuo agendo come un catalizzatore per la salute mentale. Quando ci impegniamo in attività creative si verifica una dis-trazione che ci permette di distaccarci dai problemi quotidiani con la conseguente riduzione dello stress, dell’ansia e dei sintomi depressivi di natura reattiva. Inoltre, esprimersi creativamente può fornire un senso di realizzazione e autostima, che sono fondamentali per un solido benessere psicologico.
Non meno importante sul piano del benessere sono in ambito artistico la condivisione e collaborazione con gli altri attraverso interazioni sociali che possono rafforzare le relazioni e promuovere un senso di appartenenza e di supporto comunitario. Le connessioni sociali, a loro volta, sono essenziali per il benessere emotivo e possono agire come un buffer contro le problematiche quotidiane e/o esistenziali.
Si potrebbe, senza esagerare, dire anche che la creatività può incoraggiare uno stile di vita più attivo e può aiutare a gestire il dolore e il disagio attraverso la distrazione e l’espressione emotiva.
Per trarre vantaggio dai legami tra creatività e benessere, è però importante trovare modi per incorporare la creatività nella vita quotidiana. È importante infatti che l’attività creativa risuoni con le nostre passioni in un tempo personale regolarmente impegnato.
Cipriano Gentilino
