“La vite di Prodolone” di Silvio Valdevit Lovriha

Nella poesia La vite di Prodolone, Silvio Valdevit Lovriha trasforma un elemento familiare del paesaggio in un’occasione di contemplazione e meraviglia. La vite non è una semplice pianta che cresce lungo un muro di pietra: è una presenza viva, capace di intrecciare la propria esistenza con l’opera dell’uomo, fino a creare un’armonia in cui natura e lavoro si completano reciprocamente. È un testo delicato, legato alla memoria del paesaggio e alla capacità di osservare con attenzione ciò che spesso ci passa inosservato. La poesia si distingue così per la sua semplicità descrittiva, che cela una riflessione più profonda sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla pazienza del vivere e sulla bellezza che nasce dall’incontro tra elementi diversi. La vite, con il suo lento arrampicarsi e il suo rinnovarsi stagionale, diventa simbolo di una vita operosa e generosa, capace di trasformare anche un semplice muro di pietra in una piccola opera d’arte. La sua forza sta proprio nel partire da una presenza umile e quotidiana per arrivare a interrogarsi sul mistero della natura. [M.R.Teni]

Ti arrampichi
come uno scalatore
sul muro di sassi,
mirabile
opera d’arte
d’un muratore.

Ignuda e poi
vestita,
ti distendi
con grazia
per tutta la vita.

Assumi un profilo
di valli e cime,
quadro di
pittura pura.

Laboriosa, produci
i raspi d’uva:
sei un miracolo,
non so se meritato,
della natura.

Silvio Valdevit Lovriha

ph s.v.l.

Avatar di Sconosciuto

Informazioni su culturaoltre14

Rivista culturale on line creata e diretta da Maria Rosaria Teni. Abbraccia diverse prospettive in ambito culturale, occupandosi di letteratura, studi filosofici, storico-artistici, ricerche scientifiche, attualità e informazioni varie sul mondo contemporaneo. Dedica particolare attenzione alla poesia ed alla narrativa, proponendo testi, brevi saggi, dissertazioni, racconti, riflessioni, interviste e recensioni.
Questa voce è stata pubblicata in LA TUA POESIA. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento