
Poi la tragedia della guerra
a interromper le corse sui prati,
a spegnere i falò che accendevamo
nelle sere d’estate, quando a frotte
un po’ sul serio e un po’ per gioco,
facevamo lotte.
Si spense il nostro gaio rumore
e al suono delle sirene correvamo
in cantine, a rifugi improvvisate.
La discesa degli aerei dava strette
alla speranza e ai cuori,
le bombe narravano orrori.
Alcuni amici sotto le macerie,
intorno fame, miseria, pianto.
Anni rubati alla giovinezza
e quanti, quanti giovani persero la vita
per quella ingiusta, inutile, iniqua guerra.
Lucio Zaniboni

Renato Guttuso, Notte di coprifuoco a Roma, 1943-44
