A PROPOSITO DI DONNE: “Asiya” di Cipriano Gentilino

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Ti siedi, non so più da quando, 

sul bordo della parola, distratta 

ombra di una notte senza cielo 

e la rima afona mi chiede chi sei.

mi hanno svelato il pudore 

bambina, mi strapparono le 

mani dal ventre per un fucile.

E io che posso fare per te?

Svegliami tra le tue rime

quando tutti dormono, ho 

bisogno di sentirli umani.

Vieni, come ti chiami

Asiya e tu?

Io non ho un nome sono ombra.

Ti chiamerò shagiq alsalam

Si chiamami fratello di pace.

Nessuno mi chiama più fratello

da un pò.

Salam

e con te sia la pace.

Cipriano Gentilino

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