La donna sarà un mistero in qualunque epoca … Forse è quel mistero che spaventa? La complessità della mente femminile e la frequentazione del coraggio che la sua stessa essenza le impongono – con la gravidanza, maternità, cura dei figli ( e ciò vale per gli esseri umani e le varietà animali) -, ne fanno una creatura caleidoscopica, multiforme ed estremamente duttile nel reinventarsi continuamente. È possibile starle dietro? È possibile captarne la giusta frequenza?
L’amore è longanime, affermava San Paolo e arriva pertanto dovunque … Ci insegna a camminare allora non dietro, non dinanzi, ma a fianco di chi si ama.
Chi ha paura di ciò che non comprende rimarrà invece sempre un passo indietro … Chi, a causa di questa incomprensione ed inadeguatezza, arriva persino ad uccidere dichiara in tal modo la sua totale impotenza.
Si dimostra un essere soltanto in fieri, che non raggiungerà mai quella
completezza per farlo definire. “UN UOMO”.

IL SUPERUOMO
L’uomo che sa di non valere nulla, ancora di più è alla spasmodica ricerca del potere e di avere qualcuno da dominare.
L’uomo che sa di non valere nulla, si impegna a rigettare tutto ” quel nulla” sulla preda che, con l’inganno e la falsità, è riuscito a conquistare.
L’uomo che sa di non valere nulla, spesso per riconfermare a se stesso il falso potere che in realtà non detiene, usa varie forme di violenza verso la sua donna: violenza verbale – insulti tesi ad umiliarla, offenderla e sminuirla -, e violenza fisica – schiaffi, pugni, sevizie.
L’uomo che sa di non valere nulla – ed è infatti IL NULLA -, se la sua vittima inizia a dare segni di ribellione, mettendolo così davanti alla sua piccolezza ed impotenza, arriva allora anche ad uccidere … In alcuni degli ultimi efferati episodi di femminicidi, oltre all’eliminazione fisica della vittima, si è ricorsi anche all’azione dell’acido o del fuoco, con l’intento di deturpare, deformare o persino cancellarne la stessa identità, come definitiva forma di annientamento.
Ciò si configura come un’ulteriore dimostrazione di viltà da parte del “maschio”, che rende in tal modo maggiormente evidente di aver ancora paura della sua vittima, anche se ormai preda della morte.
La vera perdita dell’identità è in realtà proprio monopolio di questo tipo di uomo – sempre inteso come genere maschile -, poiché teme di dover riconoscere invertiti i ruoli, dove la forza (di carattere), la determinazione, il coraggio, la lungimiranza appartengono non più a lui, ma alla donna.
Una donna che non si sente più “un oggetto da possedere” (con morbosa esclusività) e, soprattutto, che è libera di scegliere con chi vuole condividere un’ora, un giorno, un mese, un anno o magari tutta la sua vita!
MYRIAM AMBROSINI

Mi piace questo post❕🤍💚
Grazie🙏