La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.
Wisława Szymborska
(Traduzione di Pietro Marchesani)
da “Attimo”, Libri Scheiwiller, 2004

ph Eleonora Mello
Wisława Szymborska, poetessa polacca (Bnin, Poznań, 1923 – Cracovia 2012). Muovendo dall’osservazione del quotidiano, S. costruisce una poesia intellettuale e riflessiva, che s’interroga sulla condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo, contrapposto ed estraneo al mondo della natura. Nel 1996 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura e la sua produzione trova ampia diffusione anche in Italia. Dal 1931 si trasferì a Cracovia; è stata a lungo redattrice della rivista Życie literackie (“Vita letteraria”). Esordì con raccolte non estranee alla poetica del realismo socialista (Dla tego żyjemy “Per questo viviamo”, 1952; Pytania zadawane sobie “Domande poste a sé stessi”, 1954). In seguito la sua poesia si è andata liberando da ogni appartenenza a scuole e correnti letterarie, approfondendo un’amara e ironica visione dell’esistenza, e sviluppando uno stile personalissimo che unisce il rigore all’estrema levità dell’espressione. Dopo Wołanie do Yeti (1957; trad. it. Appello allo Yeti, 2005), che segna l’inizio di questa nuova stagione, la S. ha proseguito nelle raccolte successive una ricerca poetica nella quale riflessione filosofica e attenzione al dettaglio quotidiano si mescolano in un tono dimesso e lucido, privo di slanci retorici (Sól , 1957, trad. it. Sale, 2005; Sto pociech, 1967, trad. it. Uno spasso, 2003; Wszelki wypadek, 1972, trad. it. Ogni caso, 2003; Wielka liczba, 1976, trad. it. Grande numero, 2006; Ludzie na moście, 1986, trad. it. Gente sul ponte, 1996; Koniec i początek, 1993, trad. it. La fine e l’inizio, 1998). Accanto ai suoi versi, sono da ricordare i tre volumi di recensioni e articoli Lektury nadobowiązkowe (1973, 1981 e 1992, trad. it. Letture facoltative, 2006 ). Tra le pubblicazioni successive vanno ricordate: Widok z ziarnkiem piasku (1996; trad. it. Vista con granello di sabbia: poesie 1957-1993, 1998); Poczta literacka (2000; trad. it. Posta letteraria, 2002); Chwila (2002; trad. it. Attimo, 2004); Dwukropek (2005; trad. it. Due punti, 2006); Nowe lektury nadobowiązkowe 1997-2002 (2002; trad. it. Ok? Nuove letture facoltative, 2007). Postumi sono stati pubblicati la raccolta di versi Wystarczy (2012; trad. it. Basta così, 2012), alla quale la poetessa stava lavorando al momento della scomparsa, la raccolta di prose Wszystkie lektury nadobowiązkowe (2015; trad. it. Come vivere in un modo più confortevole, 2016) e il volume di lettere e cartoline scambiate tra il 1966 e il 1985 dalla scrittrice con il compagno K. Filipowicz Najlepiej w życiu ma twój kot. Listy (“Meglio di tutti sta il tuo gatto”, 2016).
